Per il quarto appuntamento della 78a Stagione dei Pomeriggi Musicali torna sul podio Alessandro Cadario - Teatro Dal Verme

Per il quarto appuntamento della 78a Stagione dei Pomeriggi Musicali torna sul podio Alessandro Cadario

Ospite Roman Simovic, primo violino della London Symphony, impegnato nel Concerto di Barber del quale sarà eseguito anche il celebre Adagio per archi”

Nella seconda parte El amor brujo e El sombrero de tres picos di Falla

 Terzo incontro della rassegna “Milano racconta – la città di scena” a cura di Michela Fregona con Marina Di Guardo

Milano, Teatro Dal Verme
giovedì 3 novembre – ore 10 In anteprima
giovedì 3 novembre – ore 20 concerto
sabato 5 novembre – ore 15 Milano racconta
sabato 5 novembre – ore 17 concerto

Torna sul podio dei Pomeriggi Musicali il direttore principale ospite Alessandro Cadario per i concerti in programma questa settimana per la 78a Stagione 2022/2023 al Teatro Dal Verme di Milano giovedì 3 novembre alle ore 20 (con replica sabato 5 alle ore 17; biglietti da 8 a 20 euro + prevendita). Per la prova generale di giovedì alle ore 10 in Sala ci saranno anche gli studenti di alcune scuole milanesi e gli abbonati alla serie “In anteprima” dei Pomeriggi Musicali.

Il programma musicale si apre con il celebre e intenso Adagio per archi di Samuel Barber seguito dal Concerto per violino dello stesso statunitense affidato all’archetto di Roman Simovic, primo violino della London Symphony Orchestra, che torna attesissimo con il suo Stradivari 1709. Quindi nella seconda parte atmosfera diversa con le suite da due celebri pagine di Manuel de Falla, El amor brujo e El sombrero de tres picos.

«Nasce su entrambe le sponde dell’Atlantico – scrive nelle note di sala Raffaele Mellace – la musica in programma, concepita in un’unica stagione, la finestra temporale tra la Prima e lo scoppio della Seconda guerra mondiale: un quarto di secolo in cui la musica d’arte è alla caccia di vie nuove, ricerca cui soccorrono in misura determinante linguaggi periferici rispetto alla tradizione centroeuropea. Di quella congiuntura storico-estetica rappresentano casi emblematici, ancorché molto diversi, Manuel de Falla e Samuel Barber. Il secondo, americano di West Chester, Pennsylvania, classe 1910, scrisse in gioventù entrambi i lavori in programma, entrambi baciati da notevole successo. Straordinario addirittura quello del primo, l’Adagio per archi op. 11, che si è imposto come la pagina più celebre d’un autore dalla produzione prolifica e varia, per due volte Premio Pulitzer. Barber lo estrapolò dal Quartetto per archi n. 1 composto nel 1936 a Roma. Il pezzo non poteva avere esordio più fortunato, poiché lo tenne a battesimo Arturo Toscanini, il 5 novembre 1938 a New York con l’Orchestra dell’NBC. […] L’anno dopo il debutto dell’Adagio Barber mise mano a una composizione sinfonica più ambiziosa, un concerto per violino, oggi probabilmente il più popolare lavoro del genere proveniente d’Oltre Atlantico».Sulla sponda europea ritroviamo Manuel de Falla e due suoi celebri balletti El amor brujo e El sombrero de tres picos dei quali saranno preparate delle suite da concerto. «Il compositore andaluso scrisse il primo, la “gitanería” El amor brujo, al rientro in Spagna dalla cruciale esperienza a Parigi, dove aveva consolidato la consapevolezza […] delle potenzialità straordinarie del patrimonio musicale iberico. […] Documentatosi sulle tradizioni dei gitani, gli zingari stanziatisi in Spagna, Falla vi ricrea lo spirito del folklore iberico profondo, di cui intende esaltare […] il carattere primitivo e quasi materico. Di questa partitura vitalissima, che s’affermò sulla scena internazionale sempre a Parigi dal 1928, il compositore aveva tratto già nel 1916 una suite sinfonica. Tali caratteristiche si ripropongono amplificate nelle due suite tratte dal balletto successivo, El sombrero de tres picos, commissionato da Sergej Djaghilev per i Ballets russes, che lo proposero il 22 luglio 1919 all’Alhambra Theatre di Londra, con la direzione di Ernest Ansermet, le scene e i costumi di Picasso e la coreografia di Léonide Massine, che vi danzava il ruolo principale. È l’immagine sonora d’una Spagna rutilante di colori quella trasmessa da questo adattamento del racconto El corregidor et la molinera di Pedro Antonio de Alarcón, in cui un giudice con il tricorno di ordinanza corteggia una mugnaia, rendendosi ridicolo davanti alla popolazione locale, che lo tratterà come un fantoccio».

Sabato 5 novembre alle ore 15, nella Sala Terrazzo del Teatro Dal Verme, prosegue il ciclo di incontri condotti da Michela Fregona e intitolato “Milano racconta – La città di scena”: quattro appuntamenti dedicati alla città di Milano, protagonista di alcuni recenti romanzi e di un grande classico. Attraverso il dialogo con i suoi ospiti, Michela Fregona evoca aspetti diversi della città, in questo caso quella della moda, del lusso e della proiezione in avanti – sempre, nelle pagine di Dress Code Rosso Sangue (Mondadori) di Marina Di Guardo, presente naturalmente all’incontro (ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili). Il jet set milanese, i locali più esclusivi e ambigui della città della moda e giù in fondo al cuore, a volte nerissimo, dei suoi protagonisti.

«In quattro movimenti» afferma Michela Fregona, curatrice del ciclo, «una convocazione a teatro del mondo di fuori: il racconto della città e delle sue storie nella voce di chi ne ha scritto, per festeggiare, in una delle scene che l’immaginazione ha tenuto viva per oltre un secolo, i centocinquant’anni del Teatro Dal Verme».