A.V. - Teatro Dal Verme

Le date

Sala Grande
giovedì 22 gennaio 2009
Ore: 20:30
sabato 24 gennaio 2009
Ore: 17:00

Programma di sala:
a cura di Carlo Peruchetti

Era il settembre del 1980 quando il giovane Carlo Fontana, allora presidente dell’Aslico, poi sovrintendente del Teatro alla Scala, mi chiamò nella sede dell’associazione per invitarmi a farne parte. C’era bisogno di gente nuova, che col cambiare dei tempi, con il bisogno che già si sentiva di sinergie fra le realtà musicali del territorio, si dedicasse ad allacciare nuovi rapporti anche per utilizzare al massimo le ricche potenzialità che l’Aslico chiudeva in sé. Non più quindi soltanto la stagione sperimentale a Milano, ma la necessità di portare gli ottimi nostri “prodotti” ad un pubblico il più vasto possibile.
Toccava quindi soprattutto a me instaurare un dialogo innanzitutto con la Regione, allora già interessata alla costituzione di una rete fra i teatri lombardi, ma anche con le province, con i comuni sede di teatri storici e con gli operatori musicali del territorio.
Lavoro non facile, dal momento che ciascun teatro era geloso della propria programmazione e non vedeva di buon occhio la presenza di soggetti che non fossero del luogo. Da tenere presente altresì che tutti i teatri delle città capoluogo erano gestiti da privati, talvolta non in sintonia con gli amministratori locali.
Insomma un lavoro lungo e paziente.
Fu utile l’esempio dell’Emilia Romagna, che già aveva unito i propri teatri in un consorzio chiamato ATER. La Regione Lombardia pensò di formare il circuito lirico lombardo; ai teatri che avessero realizzato una programmazione comune e in sintonia con l’Aslico sarebbero stati assegnati degli incentivi economici.
Magia del denaro!
Si partì con Bergamo e Brescia. E l’Aslico portò la propria produzione in questi teatri. Poi nel giro di pochi anni praticamente tutti i teatri di tradizione della regione aderirono al circuito lirico lombardo che si avvaleva, oltre che dell’orchestra regionale I Pomeriggi Musicali, dell’Aslico, che nel frattempo aveva modificato il proprio statuto e la propria organizzazione interna per adeguarli alle nuove esigenze.
Il concorso, prima lasciato nella scelta dei programmi alla sensibilità dei giovani partecipanti, fu finalizzato a titoli d’opera scelti d’intesa fra le forze che costituivano il circuito.
E l’Aslico poté presentare ogni anno i propri allievi su due produzioni d’opera ed una ventina di rappresentazioni.
Una bella palestra per i vincitori del concorso, molti dei quali ebbero in questo modo una rapida carriera.
Sotto la presidenza di Bruno Dal Bon, mio successore e mio predecessore, arrivò poi una nuova disposizione del ministero dei beni Culturali che obbligava i teatri sperimentali, quale l’Aslico era, a collegarsi con un teatro di tradizione.
Eccoci quindi a Como.
Nel frattempo maturarono, sempre con il sostegno della regione, altri due progetti importanti: opera domani e opera pocket. Il primo che si prefiggeva lo scopo di presentare ai bambini l’opera lirica, fino ad allora appannaggio esclusivo di un pubblico adulto; il secondo che, a seguito del restauro di molti teatri della provincia lombarda, intendeva portare l’opera, pur in forma ridotta (da qui il nome Pocket), nei piccoli teatri che molti anni prima usufruivano di questo tipo di spettacolo, ancora assai popolare.
Ma altri parleranno di questo.
Resta alla fine da dire che l’intuizione dei nostri fondatori e le idee sviluppate dai loro successori sono state di grande aiuto alla diffusione della cultura musicale del nostro territorio.
In conclusione rivolgo un appello alle istituzioni ed ai cittadini comaschi perché sostengano generosamente il loro teatro.
Che i 60 anni dell’Aslico non siano i segni di un’incipiente vecchiaia ma l’inizio di una nuova giovinezza.
Ad multos annos.

Il Cast

Direttore: Corrado Rovaris
Pianoforte: Pietro De Maria
Orchestra: I Pomeriggi Musicali