Le date

Sala Grande
sabato 05 maggio 2007
Ore: 17:00

Sabato 5 maggio, ore 17 Milano – Teatro Dal Verme
Direttore e Solista
Paul Watkins
Orchestra di Padova e del Veneto

Programma:
Benjamin Britten (1913 – 1976)
Sinfonietta op. 11
Pëtr Il’ic Cajkovskij (1840 – 1893)
Variazioni su un tema rococò op. 33 per violoncello e orchestra
Sir Michael Tippett (1905 – 1998)
Divertimentoop “Sellinger’s Round”
Franz Joseph Haydn (1732 – 1809)
Sinfonia n. 44 in mi minore “Trauer”

Il Concerto
a cura di Hans-Georg Hofmann

BENJAMIN BRITTEN
Sinfonietta op. 1
La “Sinfonietta” op. 1 per flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno e quintetto d’archi (o piccola orchestra d’archi) è la prima composizione di Britten pubblicata e fu composta nel 1932 fra il 20 giugno e il 9 luglio mentre Britten era al Royal College of Music. E’ dedicata a Frank Bridge. La prima esecuzione diretta da Miss Lemare ebbe luogo il 31 gennaio 1933 al Mercury Theatre (The Ballet Club) di Londra in un programma che comprendeva anche composizioni di H.K. Andrews, Finzi, Grace Williams e Gordon Jacob, nell’ambito di una serie di concerti dedicati alla nuova musica promossi dalla stessa Iris Lemare e Anne Macnaghten.

Una seconda esecuzione è quella del 16 marzo 1933 al Royal College: il Patron’s Fund patrocinava l’esecuzione delle composizioni degli allievi e Britten aveva già vinto due volte (1931-1933) il premio di composizione Ernest Ferrar (7 sterline) ed è Frank bridge a cercare di convincere le autorità del College a includere nei programmi le composizioni del giovane Britten.

Pëtr Il’ic Cajkovskij
Variazioni su un tema rococò op. 33
Il 1876 è un anno cruciale nell’esperienza artistica ed umana di Cajkovskij: la decisione di sposarsi, il viaggio a Bayreuth, la conoscenza di Tolstoi, l’avvio della corrispondenza con Nadezhda von Meck sono gli avvenimenti decisivi di questo anno: alla fine del quale (in dicembre) Cajkovskij scrive un lavoro di grande serenità, le Variazioni su un tema rococò op. 33, a cui si dedica subito dopo la prima (25 novembre 1876) all’opera Vakula il fabbro. L’opera immediatamente precedente, la fantasia sinfonica op. 32 Francesca da Rimini era nata nel segno opposto, nel segno del Ring wagneriano: niente è più lontano da questo clima espressivo delle successive Variazioni op. 33 che sono un tributo al “rococò”, al vagheggiamento di un secolo, di una idea che per Cajkovskij voleva dire essenzialmente Mozart, il “genio luminoso per cui ho un autentico culto”; è certo un Mozart visto attraverso i contemporanei prediletti (Delibes, Bizet, Massenet), è un rococò da Wardour-Street (G. A’oraham) ed è lo stesso che troviamo nel minuetto della scena di corte di Vakula, nella suite mozartiana, ne La Dama di picche,nella sarabanda dell’ultimo atto de La bella addormentata.

Le variazioni op. 33 furono dedicate all’amico violoncellista Wilhelm Fitzenhagen (del quale si esegue ancora, come bis, il Perpetuum mobile op. 24). Fitzenhagen, di Brunswick, era stato allievo a Dresda di Gruetzmacher, poi si era trasferito a Mosca dove insegnava nel locale Conservatorio e dove era “Konzertmeister” della sezione moscovita della Società musicale imperiale russa: la società (fondata a Pietroburgo, con sezioni a Mosca, Kharkoff, Kiev, etc.) che più aveva contribuito alla diffusione della musica “occidentale” (Beethoven, Mendelssohn, Schumann, Liszt, Berlioz, etc.) e dalla quale “gli unici compositori russi contemporanei ad essere accolti a braccia aperte erano Cajkovskij e Napravnik, mentre tutti gli altri erano visti con sfavore o appena tollerati”. (C. Cui).

A Wilhelm Fitzenhagen si deve la “revisione” delle variazioni op. 33 ancora oggi comunemente eseguita e che si allontana dalla versione originale. Fitzenhagen introdusse numerosi combiamenti nella parte solistica prima che Cajkovskij orchestrasse l’originaria stesura (dicembre 1876) per violoncello e pianoforte. Nuovi cambiamenti furono introdotti da Fitzenhagen dopo la prima esecuzione (novembre 1877, per la Società musicale russa): sono cambiamenti che riguardano le dinamiche, i fraseggi, l’ordine ed il numero delle variazioni (originariamente otto, e non sette).

Cajkovskij era assente e Jurgenson pubblicò nel 1878 la versione “violoncellizzata” da Fitzenhagen. Nonostante il disappunto dell’autore è la versione che si afferma nella pratica concertistica (nel giugno 1879 Fitzenhagen suona la variazioni al Festival di Wiesbaden, alla presenza di F. Liszt). La versione originale sarà eseguita solo nel 1941 a Mosca e sarà pubblicata nel 1956 nell’ambito della pubblicazione dell’opera omnia di Cajkovskij.

Sir MICHAEL TIPPETT
Divertimento on “Sellinger’s Round”
«Per il Festival di Aldeburgh del 1953 Benjamin Britten commissionò una variazione strumentale sulla melodia elisabettiana nota come “Sellinger’s Round” a cinque compositori inglesi amici.
Uno di questi era Tippett che più tardi scrisse: “Quando arrivò il tempo di mantenere la mia promessa, ero in realtà in difficoltà per via di un’altra composizione e dovevo andare a Lugano, per dirigere Didone ed Enea di Purcell. Nelle ore prima della mia partenza, quando la mia testa era già abbastanza piena della musica di Purcell, composi la variazione sul “Sellinger’s Round”. Ne venne fuori il fatto che elaborai la linea del basso dell’aria di Didone (“Ah, Belinda”) ed una parte dell’aria stessa in un movimento molto lento nella forma del preludio-coral, in cui la tonalità maggiore del tema del Sellinger’s Round svolgeva il ruolo del corale.

Forse fu proprio la pressione sotto la quale scrisse questa variazione che diede un risultato superiore alla mia aspettativa. Quel movimento, che intitolai “A lament” era molto di più che della musica di circostanza. Sentii improvvisamente che il progetto peculiare di integrare nella mia musica i suoni dell’antica musica inglese e di aggiungere a questo movimento una variazione su Sellinger’s Round, mi diede lo slancio musicale necessario per scrivere una composizione per orchestra da camera, un “Divertimento” nel senso più stretto della parola».

Tippett prese la sua versione di “Sellinger’s Round” da quella per tasitera di William Byrd, che si trova nel Fitzwilliam Virginal Book. Nell’Allegro iniziale (1° movimento) il tema del round è dato alla tromba e rielaborato assieme al materiale dell’ottava delle Nine Fantasias in Three Parts di Orlando Gibbons (c. 1620).

Il secondo movimento, Lament, commissionato per Aldeburgh, è una decorazione carica di emozione dell’aria “Ah, Belinda” del Didone ed Enea di Purcell, mentre nello Scherzo (prsto, 3° movimento) il tema ritorna alla tromba, mentre l’altro materiale deriva questa volta dalla melodia e dal basso dell’aria “Preach me not your musty Rules” che Euprosyne canta nel terzo atto del masque Comus di Thomas Arne (1738). E Tippett si diletta in un esercizio quasi stravinskiano nell’arrangiare e riassemblare i monumenti dei suoi predecessori musicali.

Nell’Adagio (4° movimento) il tema è combinato con la melodia di un tardo notturno per pianoforte (n. 13 in re minore, 1834) del precursore di Chopin, il dublinese John Field. L’ostinato saltellante del corno dà l’avvio al finale: flauto, clarinetto e fagotto hanno il tema e il contrastante “monumento” è lo struggimento d’amore di Jack Point “I have a song to sing, O” da The Yeoman of the Guard (1888) di Gilbert and Sullivan; ma Tippett sottolinea che la piccante vivacità del finale nel suo complesso deve molto ai tratti del linguaggio di Stravinsky.

Tippett ultimò il suo Divertimento in 5 movimenti nel 1954 e lo dedicò a Paul Sacher, che ne diede la prima esecuzione con il Collegium Musicum di Zurigo nel novembre dello stesso anno.

La Sinfonia n. 44 di Franz Joseph Haydn venne composta nel 1772, ma l’autografo andò perduto. E’ intitolata Sinfonia funebre perchè pare che Haydn abbia espresso il desiderio che il tempo lento, marcato Adagio, venisse eseguito per i suoi funerali, come in effetti avverrà nel 1809 a Vienna. L’opera presenta caratteri formali ed espressivi, come alcune altre opere di questo periodo; in particolare nell’Adagio, la musica presenta tratti di grande intensità e commozione.Essa appartiene a quelle sinfonie, composte fra il 1766 ed il 1773, che indicherebbero, secondo lo studioso britannico H. C. Robbins Landon, l’adesione dell’autore allo “Sturm und Drang”, per la presenza di particolari contrasti musicali e per l’impeto che contraddistingue i movimenti finali.

GLI INTERPRETI
Paul Watkins
Direttore
Nato nel Galles nel 1970, Paul Watkins si è imposto all’attenzione del pubblico come violoncellista, ma il suoistinto musicale lo ha spinto a sviluppare la sua carriera come direttore d’orchestra.
Il successo di questa evoluzione è stato confermato quando ha diretto la registrazione di un CD con i Concerti per violino di Britten e Berg con la BBC Symphony Orchestra che è stato selezionato per il Grammy Award nel 2004.
Da quando ha vinto il primo premio al Leeds Conducting Competition nel 2002, Paul Watkins si è rapidamente imposto come uno dei più promettenti giovani direttori.
Negli ultimi cinque anni ha diretto molte orchestre britanniche, tra le quali la London Symphony Orchestra, London Philharmonic Orchestra, City of Birmingham Symphony e la Scottish Chamber Orchestra con ripetuti inviti dalla Philharmonia, BBC Symphony, BBC Philharmonic, Britten Sinfonia, BBC National Orchestra of Wales e BBC Scottish Symphony.
Paul Watkins ha diretto la Vienna Chamber Orchestra, Netherlands Radio Symphony, Nieuw Sinfonietta Amsterdam, Orchestra di Padova e del Veneto, Irish Chamber Orchestra, Aalborg Symphony, Helsingborg Symphony, Umeå Symphony Orchestra e Kristiansand Symphony.
Ha iniziato la stagione 2006-2007 con il suo debutto nell’opera in una nuova produzione de La Voix humaine per l’Opera North con la regìa di Deborah Warner.
La stagione vedrà altre nuove collaborazioni con la Royal Philharmonic Orchestra, la Brabants Orkest in Olanda, Royal Philharmonic Orchestra nelle Fiandre, Queensland Orchestra, Auckland Philharmonia e London Mozart Players.
Impegni recenti lo vedono ritornare a dirigere l’Orchestra di Padova e del Veneto e la BBC Philharmonic Orchestra.

Orchestra di Padova e del Veneto
L’Orchestra di Padova e del Veneto, si è costituita nell’ottobre 1966 e, nel corso di quarant’anni di attività, si è affermata come una delle principali orchestre da camera italiane nelle più prestigiose sedi concertistiche in Italia e all’estero.
L’Orchestra è formata sulla base dell’organico del sinfonismo “classico” ed il suo primo violino dalla fondazione è Piero Toso.
Peter Maag – il grande interprete mozartiano – ne é stato il direttore principale dal 1983 al 2001. Oggi Zsolt Hamar è il Primo direttore ospite.
Alla direzione artistica si sono succeduti Claudio Scimone (dalla fondazione al 1983), Bruno Giuranna (dal 1983 al 1992), Guido Turchi (1992-93) e più recentemente (2002-2003) Mario Brunello ne é stato il direttore musicale.
L’attuale programmatore artistico dell’Orchestra è Filippo Juvarra, che collabora con la stessa dal 1984 ed ha contribuito decisivamente a dare continuità al profilo artistico e musicale definito, dopo il 1983, da Bruno Giuranna e Peter Maag. Per questo suo lavoro Filippo Juvarra ha ricevuto nel2002 il Premio della Critica Musicale Italiana “Franco Abbiati”.
La vita artistica dell’Orchestra annovera collaborazioni con i nomi più insigni del concertismo internazionale di cui ricordiamo: S. Accardo, M. Argerich, V. Ashkenazy, J. Barbirolli, Y. Bashmet, J. Bream, R. Buchbinder, M. Campanella, R. Chailly, G. Gavazzeni, R. Goebel, C. Hogwood, T. Koopman, R. Lupu, M. Maisky, C. Melles, V. Mullova, A.S. Mutter, A. Nanut, M. Perahia, I. Perlman, J.P. Rampal, S. Richter, M. Rostropovich, N. Santi, J. Starker, R. Stoltzman, H. Szeryng, U. Ughi, S. Vegh, K. Zimerman.
Particolare significato ha assunto negli ultimi anni la collaborazione con Vladimir Ashkenazy con cui l’Orchestra ha effettuato numerose tournées (Italia, Austria, Svizzera e Giappone), e con cui ha inciso per l’etichetta giapponese Octavia(Tokyo, 2004) i Concerti di Mozart K 453 e K 466.
L’Orchestra ha dato, attraverso la propria produzione concertistica, un grande impulso alla vita musicale di Padova e del Veneto e, per questo impegno, è stata riconosciuta dallo Stato come l’unica istituzione concertistico – orchestrale operante nel Veneto e le è stata riconosciuta nel 1994 la personalità giuridica da parte della Regione del Veneto.
L’Orchestra, realizza circa 130 concerti l’anno, con una propria stagione a Padova, nella Regione Veneto, concerti in Italia e all’estero e nelle maggiori Società di concerto e Festival. A partire dal 1987 ha intrapreso una vastissima attività discografica, oltre cinquanta incisioni, per le più importanti etichette, della quale segnaliamo: Concerti di Bach BWV 1054 e BWV 1058 e il Concerto K 503 di Mozart con S. Richter e Y. Bashmet (Teldec), i Concerti per violoncello di Boccherini diretti da B. Giuranna con D. Geringas (Claves-Grand Prix du Disque 1989), “La Betulia liberata” di Mozart con P. Maag (Denon), i Concerti per violino e la Sinfonia Concertante di Mozart con F. Gulli e B. Giuranna (Claves), l’Integrale delle Sinfonie di Beethoven con P. Maag (Arts), il Concerto K 466 di Mozart con M. Argerich (Teldec), “L’Isola disabitata” e “La fedeltà premiata” di Haydn con D. Golub (Arabesque), i Concerti per violino di Haydn con S. Tchakerian (Arts), i Concerti per pianoforte di Mozart K 595 e K 271 e di Haydn Hob:XVIII.11 con J.M. Luisada e P. Meyer in due CD incisi per la BMG-France. Di settembre 2004 una registrazione inedita dedicata a Mendelssohn, curata dalla rivista specializzata di musica Amadeus: il Concerto per violino e archi (Domenico Nordio, solista) e il Concerto per violino, pianoforte e archi (Domenico Nordio, violino e Roberto Prosseda pianoforte) diretti da Pier Carlo Orizio; ancora in fase di pubblicazione, un CD dedicato a Ermanno Wolf Ferrari (Diego Dini Ciacci, oboe e corno inglese, Paolo Carlini, fagotto, Zsolt Hamar, direttore) per la casa discografica CPO, e – ultimo in ordine di tempo – un CD dedicato alla musica americana di L. Bernstein e S. Barber (Sonig Tchakerin, violino, Zsolt Hamar, direttore) per la rivista Amadeus.

Il Cast

Direttore: Paul Watkins