George Friedrich Händel - Teatro Dal Verme

Le date

Sala Grande
sabato 03 aprile 2004
Ore: 17:00
giovedì 08 aprile 2004
Ore: 21:00

Sabato 3 aprile ore 17, Teatro Dal Verme di Milano
Giovedì 8 aprile ore 21, Teatro Dal Verme di Milano

Direttore:
Aldo Ceccato
Maestro del coro:
Marco Berrini
Soprano:
Elena Monti
Mezzosoprano:
Alessandra Palomba
Tenore:
Rogelio Marin
Basso:
Fulvio Bettini
Coro:
Ars Cantica Choir
Orchestra:
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Programma:
George Friedrich Händel (1685 – 1759)
Messiah, oratorio in tre parti
per soli, coro e orchestra HWV 56

Il Concerto
a cura di Alice Bertolini
A Londra circola la storiella del vecchio orchestrale che dice “A Pasqua ho fatto talmente tanti Messiah in talmente tante orchestre che sono arrivato al punto di sognare di suonarlo, poi mi sono svegliato e lo stavo suonando davvero”. Il più celebre degli oratori sacri di Händel continua a fare cassetta nella capitale inglese e ancora oggi in occasione della Pasqua e del Natale non si contano le sue esecuzioni con orchestre e cori di professionisti o dilettanti. La popolarità del compositore tedesco, legata anche alle partiture di Water Music e Music for the Royal Fireworks, ha avuto un’impennata giusto pochi anni fa, nel 2001, quando la casa al numero 25 di Bond Street – in cui Händel visse per 36 anni, dove scrisse il Messiah e morì – è stata restaurata e trasformata in museo con tanto di bookshop, concerti e visite guidate per le scuole. L’ammirazione dei londinesi per il compositore tedesco è tale che – come registrano le cronache – in molti si sono offerti volontari per i turni di sorveglianza dell’amata dimora.

Chissà se il maestro di Halle poteva immaginare una popolarità così longeva quando attraversò per la prima volta la Manica. Era il 1710 e per ogni compositore Londra era “the place to be”, il posto giusto per costruirsi una carriera. Il suo soggiorno inglese durerà sostanzialmente ininterrotto fino alla morte, nel 1759. Per tutto questo lungo periodo la sua produzione si divide tra sacro e profano, seguendo soprattutto i due filoni più amati dal pubblico dell’epoca: opere di argomento eroico (come Giulio Cesare in Egitto), medievale (Tamerlano), cavalleresco (Rinaldo), e grandiosi oratori, come Saul, Jephta, Judas Maccabeus e lo stesso Messiah. In realtà quest’ultimo viene scritto per il pubblico di Dublino, probabilmente perché all’epoca l’arcivescovo di Londra non vede di buon occhio le rappresentazioni a teatro di opere sacre. Ma forse anche perché nel 1741, dopo l’insuccesso dell’oratorio Israel in Egypt e del melodramma Deidamia, Händel sta seriamente valutando la possibilità di lasciare l’Inghilterra: una crisi passeggera risolta anche grazie alla trionfante première dublinese del Messiah il 13 aprile 1742. L’anno successivo l’oratorio approda finalmente a Londra, al Covent Garden, e prevedibilmente cade vittima dell’annosa disputa innescata dalla chiesa anglicana. Ma gradualmente il Messiah risale la china della popolarità, soprattutto a partire dal 1750, quando entra stabilmente nel cartellone musicale organizzato a scopi benefici dal Foundling Hospital. Da quel momento le esecuzioni si fanno sempre più numerose (68 soltanto negli ultimi nove anni di vita di Händel) in una progressione che ancora oggi, a distanza di due secoli e mezzo, non mostra segni di cedimento. Peraltro il grande numero di esecuzioni ha dato vita a un caso editoriale: il manoscritto autografo è diverso dalla versione dublinese (che tra l’altro è quella eseguita meno frequentemente oggi), che a sua volta è stata rimaneggiata da Händel nel corso delle varie performance londinesi, per adattarla agli interpreti e alle orchestre che aveva a disposizione. L’organico iniziale, ad esempio, prevedeva soltanto archi, oboi e basso continuo, rinforzati in alcuni casi da trombe e timpani. Ma lo stesso autore in seguito richiese l’aggiunta dei corni. Non ci addentriamo poi nella selva di rielaborazioni realizzate da molti compositori tra Sette e Ottocento, se non per ricordare la celebre versione approntata da Mozart nel 1789. Un testo musicale definitivo non esiste, dunque, e ancora oggi il Messiah viene considerato un’opera aperta per eccellenza.

Questo oratorio è decisamente atipico anche perché non ha una trama e dei personaggi come accade invece negli altri, ispirati all’Antico Testamento, come Saul o Samson, alla storia ebraica come Judas Maccabeus, o alla mitologia greca come Hercules. Insieme al librettista Charles Jennens, Händel questa volta concepisce una nuova forma di rappresentazione sacra: tre atti, divisi in scene, per celebrare la nascita, la morte e la resurrezione di Cristo attraverso una raccolta eterogenea di fonti bibliche e sacre: dal Vecchio Testamento, alla Lettere di San Paolo, al Libro dei Salmi. Lo stesso Jennens ne descrive la struttura, che a grandi linee si può riassumere così: nella prima parte ci sono le profezie sull’arrivo del Messia, l’apparizione degli angeli ai pastori e i miracoli di Cristo sulla terra; nella seconda parte il sacrificio, l’agonia sulla Croce, la Resurrezione e l’Ascensione, l’inizio della predicazione evangelica, il trionfo di Dio; nella terza, la promessa di redenzione dal peccato originale, il giorno del Giudizio, la vittoria di Dio sul peccato e sulla morte, la glorificazione del Messia. Eppure, nonostante l’assenza di un impianto drammaturgico tradizionale, il Messiah si caratterizza per la sua notevole continuità, ottenuta attraverso una stringata alternanza di arie solistiche e cori. Inoltre, i recitativi che precedono le arie sono quasi sempre accompagnati dall’orchestra, in modo da sottolineare con forza il significato dei testi, e anche la scarsa presenza di arie con il “da capo” appare come una scelta indirizzata alla massima scorrevolezza e compattezza dell’opera.

Il sipario si alza su una ouverture in stile francese bipartita che da un clima di grandiosa solennità (Grave) conduce a un improvviso movimento incalzante (Allegro Moderato), presago della tensione drammatica che attraverserà tutto l’oratorio. Poi il tenore dà voce al profeta Isaia, che grida nel deserto: “Comfort ye my people”. A questo primo accorato recitativo segue un’esclamazione gioiosa e piena di speranza, con l’aria “Every valley shall be exalted” e il coro “And the glory of the Lord”, che ricordano la profezia sulla venuta del Salvatore. La sezione successiva introduce un elemento di inquietudine, con il recitativo del basso (“Thus saith the Lord”), l’aria del contralto, o del mezzosoprano, (“But who may abide”) e il coro (“And he shall purify”), dove le parole dei profeti Aggeo e Malachia avvertono che l’arrivo del Signore sconvolgerà le nazioni per riportare la giustizia sulla terra. Ma l’aria seguente (“O thou that tellest good tidings to Zion”), cui si aggiunge il coro, è un gioioso invito alla fede, che in qualche modo anticipa l’esplosione festosa dell’Hallelujah.

Fin dalle prime pagine, dunque, è chiaro quanto il Messiah sia innervato di forti contrasti, tra una sezione e l’altra, ma anche all’interno di uno stesso numero. Tensioni e sfumature sono ottenuti attraverso un uso sapiente della retorica musicale, con sofisticate soluzioni melodiche e armoniche. Un esempio, in questa prima parte, è fornito dal recitativo e dall’aria del basso, “For behold, darkness shall cover the earth” e “The people that walk in the darkness”, dove la lotta tra luce e tenebre, darkness e light, al centro del testo tratto da Isaia, trova sulla partitura precisi riscontri, evidenti anche a un primo ascolto. I brani conclusivi della prima parte hanno come protagonista la voce del soprano che dopo una serie di brevi recitativi si lancia nella più sfavillante delle arie: “Rejoice greatly, o Daughter of Zion”. Infine, dopo il duetto delle voci femminili, l’ultima parola spetta al coro, in una versione quanto mai leggera e luminosa, con “His yoke is easy”.

La seconda e la terza parte procedono seguendo lo stesso modello, alternando cioè recitativi, quasi sempre accompagnati, e arie delle quattro voci soliste. Ma nel corso dell’opera emerge con prepotenza il coro, protagonista di molte pagine suggestive, tra le quali il celeberrimo Hallelujah che chiude la seconda parte. Nel Messiah la scrittura a più voci è il banco di prova che consente a Händel di mettere a frutto anni di esperienza nella composizione di anthems, i cori caratteristici della tradizione liturgica anglicana. In questo oratorio l’autore raggiunge vette di ricchezza espressiva innestando temi plastici, potremmo dire orecchiabili, su un tessuto polifonico ricco e continuamente sfuggente, che conquista fin dal primo ascolto. Il caso dell’Hallelujah è emblematico. Ma non sono da meno gli altri cori, dagli Angeli che nella prima parte inneggiano “Glory to God in the Highest” fino alla grandiosa polifonia costruita sull’Amen che conclude l’oratorio: pagine che suscitarono l’ammirazione di Mozart, Beethoven, Schubert e Mendelssohn. A chi le ascolta oggi non sembrerà troppo fantasioso l’aneddoto che attribuisce a Händel queste parole di commento sull’ispirazione del Messiah: “Mi sembrava di vedere tutto il Paradiso e lo stesso Dio davanti a me”.

Testo
Accompagnato (tenore)
Testo
Comfort ye my people, saith your God. Speak ye comfortable to Jerusalem, and cry unto her, that her warfake isaccomplished, that her iniquity is pardoned. The voice of him that criuth in the wilderness: “Prepare ye the way of theLord, make straight in the desert a highway for our God.” (Isaia, 40.1-3)

Traduzione
Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e ditele forte che finitaè la sua servitù, scontata la sua colpa, che ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati. Voce diuno che grida: “Nel deserto drizzate la via del Signore, raddrizzate nella steppa la strada del nostro Dio’.”(Isaia, 40.1-3)

Aria (tenore)
Testo:
Ev’ry valley shall be exalted, and ev’ry mountain and hill inade low, the crooked straight, and the rough placesplain. (Isaia, 40.4)

Traduzione
Si colmi ogni valle, ogni monte o colle si abbassi, l’erta si cambi in piano, la roccia in pianura.(Isaia, 40.4)

Coro
Testo
And the glory of the Lord shall be revealed. And all flesh shall see it together, for the mouth of the Lord hathspoken it. (Isaia, 40.5)

Traduzione
Apparirà pertanto la gloria del Signore e ogni uomo vedrà la sua magnificenza. Così ha parlato la bocca delSignore.(Isaia, 40.5)

Accompagnato (basso)
Testo
Thus saith the Lord, the Lord of Hosts. Yet once a little while, and I will shake The heav’ns and the earth, thesea and the dry land, and I will shake all nations; and the desire of all nations shall come. (Haggai, 2.6-7)
The Lord, whom ye seek, shall suddenly come to His temple even the messenger of the Covenant, whom yedelight in: behold, He shall come, saith the Lord of Hosts. (Malachia, 3.1)

Traduzione

Infatti, così dice il Signore delle schiere: ancora un poco e io scuoterò il cielo e la terra, il mare e il continente.Io scuoterò tutte le nazioni e affluiranno i tesori di tutte le nazioni.(Aggeo, 2.6-7)
Ecco, io mando il mio messaggero, e spianerà il cammino dinanzi a me; e Tosto verrà nel suo tempio il Signore che voi cercate e l’angelo del patto che voi bramate, ecco, viene, dice il Signore delle schiere.(Malachia, 3.1)

Coro
Testo
And he shall purify the sons of Levi, that they may offer unto the Lord an offering in righteousness. (Malachia, 3.3)

Traduzione
Ed egli purificherà i figli di Levi ed essi saranno per il Signore quelli che portano offerte giuste.(Malachia, 3.3)
prima semifrase, con varianti rispetto alla prima versione. Alla fine breve ripresa della parte omofonica sulla seconda semifrase e conclusione quasi sommessa.

Aria (contralto) e coro
Testo
O thou that tellest good tidings to Zion, get thee up into the high mountain. O thou that tellest good tidings toJerusalem, lift up thy voice with strength; lift it up, be not afraid, say unto the cities of Judah, behold your God! (Isaia, 40.9)
Arise, shine, for thy light is come, and the glorv of the Lord is risen upon thee. (Isaia, 60.1)

Coro
O thou that tellest good tidings to Zion, good tidings to Jerusalem, arise, say unto the cities of Judaha Beholdyour God, the glorv of the Lord is risen upon thee. (Isaia, 40.9 – Isaia, 60.1)

Traduzione
Sali sopra un alto monte, messaggera di Sion tu, alza con forza la tua voce, messaggera di Gerusalemme, alzala senza timore, di’ alle città di Giuda: Ecco il vostro Dio”. (Isaia, 40.9)
Sorgi, splendi, chè la tua luce viene, la gloria del Signore brilla su di te. (Isaia, 60.1)
Coro O tu, che annunci una lieta novella a Sion, lieta novella a Gerusalemme, alzati, annuncia alle città di Giuda: Eccoil vostro Dio. La gloria del Signore si leva su di te. (Isaia, 40.9 – Isaia, 60.1)

Accompagnato (basso)
Testo
For behold, darkness shall cover the earth, and gross darkness the people; but the Lord shall arise upon thee,and His glory shallbe seen upon thee. And the Gentiles shall come to thy light, and the kings to the brightness of thyrising. (Isaia, 60. 2-3)

Traduzione
Ecco, infatti, la tenebra copre la terra e fitta nebbia i popoli. Ma su di te brilla il Signore e la sua gloria apparesu di te. Alla tua luce cammineranno le nazioni e i re allo splendore del tuo brillare.(Isaia, 60. 2-3)

Coro
Testo:
For unto us a child is born, unto us a Son is given, and the government shall Be upon His shoulder, and HisName shall be called: Wonderful, Counsellor, The Mighty God, The Everla£ting Father, The Prince of Peace’. (Isaia, 9,5)

Traduzione
Ci è nato un pargolo, ci è stato donato un figlio, sulle cui spalle è il Principato e il cui nome è: mirabileconsigliere, Dio potente, padre perpetuo, principe della pace. (Isaia, 9,5)

Recitativo, Accompagnato (soprano)
Testo
There where shepherds abiding in the field, keeping watch over their Flocks By night. And lo, the angel of theLord came upon them and the glory of the Lord shone round about them, and they were sore afraid. And the angel said unto them: Fear not, for behold, I bring you good tidings of great joy, which shall be to all people. For unto you is born this day, in the city of David, a Saviour, which is Christ the Lord. And suddenlv there was with the angel a multitude ofthe heavenly host, praising God and saying: (Luca, 2, 8-11, 13)

Traduzione
Vi erano dei pastori in quella stessa regione, che passavano la notte all’aperto, facendo la guardia al loro gregge.Un angelo del Signore si presentò loro e la gloria del Signore risplendette intorno ad essi, sicché temetterograndemente. L’angelo disse loro: “Non temete! Ecco, vi porto una lieta novella che sarà di grande gioia per tutto il popolo: Oggi nella città di Davide è nato un salvatore che è il Cristo Signore.” E subito si unì all’angelo una moltitudine della milizia celeste che lodava Dio e diceva: (Luca, 2, 8-11, 13)

Coro
Testo
Glory to God in the highest, and peace on earth, good will towards men. (Luca, 2. 14)

Traduzione
Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.(Luca, 2. 14)

SECONDA PARTE

Coro
Testo
Behold the Lamb of God, that taketh away, the sin of the world’. (Giovanni, 1.29)

Traduzione
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo.(Giovanni, 1.29)

Aria (contralto)

Testo
He was despised and rejected of men, a man of sorrows, and acquaintud with grief. (lsaia, 53,3)
He gave His back to the smithers, and His cheeks to them that plucked off the hair: He hid not His face from shame and spitting. (lsaia, 50.6)

Traduzione
Era disprezzato e reietto dagli uomini, uomo di dolori, esperto del dolore.(lsaia, 53,3)
Il suo dorso ha presentato alle percosse, e le sue guance a chi gli strappava la barba, il suo volto non nascose ai vilipendi e agli sputi.(lsaia, 50.6)

Coro
Testo
Surely, He hath borne our griefs and carried our sorrows; He was wounded for our Transgressions. He was bruised for our iniquities; the chastisement of our peace was upon Him. (Isaia, 53.4-5)

Traduzione
n verità egli portava le nostre infermità, si era caricato dei nostri dolori. Egli è stato trafitto per i nostri misfatti, schiacciato per le nostre iniquità: il castigo della nostra pace cadde su di lui.(Isaia, 53.4-5)

Coro
Testo
All we like sheep have gone astray, we have turned ev’ry one to his own way; and the Lord hath laid on Him the iniquity of us all.) (Isaia,53.6)

Traduzione
Tutti noi come pecore eravamo sbandati, ognuno sviato nel suo sentiero, ma il Signore lasciò cadere su di lui lecolpe di tutti noi.(Isaia,53.6)

Accompagnato (tenore)
Testo:
Thy rebuke hath broken His hearth; He is full of heaviness. He looked for some to have pity on Him, but there was no man, neither found He any to comfort Him.(Salmi, 69.21)

Traduzione
L’umiliazione gli ha spezzato il cuore e soffre. Egli ha atteso chi lo compatisse e non c’è stato, chi lo consolasse e non l’ha trovato.(Salmi, 69.21)

Arioso (tenore)
Testo:
Behold and see if there be any sorrow like unto His sorrow’. (Lamentazioni di Geremia, 1.12)

Traduzione
Guardate e vedete se c’è un dolore simile al dolore che gli venne arrecato. (Lamentazioni di Geremia, 1.12)

Accompagnato (soprano)
Testo:
He was cut off out of the land of the living; for the transgressions of Thy people was He stricken. (Isaia, 53.8)

Traduzione
Fu tolto, sì, dalla terra dei vivi, e per i delitti del suo popolo fu abbattuto.(Isaia, 53.8)
serve a introdurre la seguente aria dello stesso solista.

Aria (soprano)
Testo:
But thou didst not leave His soul in hell; nor didst Thou suf fer Thy Holy Onet to see corruption. (Salmi,16. 10)

Traduzione
Tu non abbandonerai la sua anima nello Sceòl, non permetterai che veda la corruzione il tuo fedele.(Salmi,16. 10)

Aria (contralto)
Testo
Thou art gone up on high, Thou hast led captivity captive, and received gifts for men, yea, even for Thine enmies, that the Lord God might dwell among them. (Salmi, 68.19)

Traduzione
Tu sei salito in alto, hai fatto dei prigionieri, hai accettato doni dagli uomini: anche i ribelli dimoreranno presso ilSignore Iddio.(Salmi, 68.19)

Coro
Testo
The Lord gave the word; great was the company of the preachers. (Salmi, 68.12)

Traduzione
Il Signore ne ha dato la nuova, le annunziatrici di cose lieti sono una gran schiera. (Salmi, 68.12)

Aria (soprano)
Testo
How beautiful are the feet of them that preach the gospel of peace, and bring glad tidings of good things. (Isaia, 52.7)
Their sound is gone out into all lands, and their words unto the ends of the world. (Salmi, 19.5)

Traduzione
Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annunzia la pace, che porta lieto messaggio.(Isaia, 52.7) Per tutta la terra si spande la loro armonia, sino ai confini del mondo i loro accenti. (Salmi, 19.5)

Aria (basso)
Testo
Why do the nations so furiously rage together, why do the people imagine a vain thing? The kings of the earth rise up, and the rulers take counsel together against the Lord and against His anointed. (Salmi, 2.1-2)

Traduzione
Perché mai tumultuano le genti e le nazioni ordiscono trame fallaci? Insorgono i re della terra e i principi congiurano insieme contro il Signore e il suo Unto.(Salmi, 2.1-2)

Coro e recitativo
Testo
Let us break their bonds a sunder, and cast away their yokes from us. (Salmi, 2.3)
Recitativo
He that dwelleth in heaven shall laugh them to scorn, the Lord shall have them in derision. (Salmi, 2.4)

Traduzione
Spezziamo le loro catene, gettiamo lontano da noi i loro legami. (Salmi, 2.3)
Recitativo
Ma colui che sta nei cieli ride, si fa beffe di essi il Signore. (Salmi, 2.4)

Aria (tenore)
Testo:
Thou shalt break them with a rod of iron. Thou shalt dash them in pieces like a potter’s vessel. (Salmi, 2.9)

Traduzione
Li opprimerai con scettro di ferro e come vasi di creta li spezzerai (Salmi, 2.9)

Coro
Testo
Hallelujah, for the Lord God Omnipotent reigneth! (Apocalisse, 19.6)
The Kingdom of this worid is become the Kingdom of our Lord and of His Christ, and He shall reign for everand ever. (Apocalisse, 11.15)
King of Kings and Lord of Lords. (Apocalisse, 19. 16)

Traduzione
Alleluia. Poiché ha preso possesso del regno il Signore, nostro Dio, l’Onnipotente. (Apocalisse, 19.6)
Il regno del mondo è passato al nostro Signore e al suo Cristo ed egli regnerà per i secoli dei secoli. (Apocalisse, 11.15)
Re dei re e Signore dei signori. (Apocalisse, 19. 16)

PARTE TERZA
Aria (soprano)
Testo:
I know that my Redeemer liveth, and that He shall stand at the latter day upon the earth. And tho’ worms destroy this body, yet in my flesh shall I see God. (Giobbe, 19.28)
For now is Christ risen from the dead, the first fruits of them that sleep. (Prima epistola ai Corinzi, 15.20)

Traduzione
Allora saprò che il mio redentore vive, e in ultimo sulla mia polvere sorgerà. Dopo che questa mia pelle saràdistrutta, senza la mia carne, vedrò Dio. (Giobbe, 19.28)
Ma ora Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti.(Prima epistola ai Corinzi, 15.20)

Coro
Testo
Since by man carne death, by man carne also the resurrection of the dead. For as in Adam all die, even so in Christ shall all be made alive. (Prima epistola ai Corinzi, 15.21-22)

Traduzione
Poiché, come per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la resurrezione dei morti. E come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo.(Prima epistola ai Corinzi, 15.21-22)

Accompagnato (basso)
Testo:
Behold, I tell you a mistery; we shall not all sleep, but we shall all be changed in a moment, in the twinklìng ofan eye, at the last trumpet. (Prima epistola ai Corinzi, 15.51-52)

Traduzione
Ecco che io vi annunzio un mistero: Tutti, certo, non morremo, ma tutti Saremo trasformati, in un attimo, in un batter d’occhi, al suono dell’ultima tromba.
(Prima epistola ai Corinzi, 15.51-52)

Aria (basso)

Testo
The trumpet shall sound, and the dead shall be rais’d incorruptible, and we shall be chang’d. For this corruptible must put on incorruption, and this mortal must put on immortality. (Prima epistola ai Corinzi, 15.52-53)

Traduzione
Suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati. E’ necessario infatti che questo essere corruttibile si rivesta d’incorruzione e che questo essere mortale si rivesta d’immortalità. (Prima epistola ai Corinzi, 15. 52-53)

Duetto (contralto e tenore)
Testo
O death, where is thy sting? O grave, where Is the victory? The sting of death is sin, and the strength of sin Is helaw.) (Prima epistola ai Coririzi, 15.55-56)

Traduzione
O morte, dov’è il tuo pungiglione? O morte, dov’è la tua vittoria? Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. (Prima epistola ai Coririzi, 15.55-56)

Aria (soprano)
Testo
If God be for us, who can be against us? Who shall lay anything to the charge of God’s elect? It is God that justifieth; who is he that condemneth? It is Christ that died, yea rather, that is risen again, who is at the right hand of God, who maketh intercession for us. (Epistola ai Romani, 8.33-34)

Traduzione
Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio che li giustifica? Chi li condannerà? Cristo Gesù che è morto e più ancora è risuscitato, siede alla destra di Dio e intercede a nostro favore? (Epistola ai Romani, 8.33-34)

Coro
Testo:
Worthy is the Lamb that was slain, and hath redeemed us to God by His blood, to receive power, and riches, and wisdom, and strength, and honour, and glory and blessing. Blessing and honour, glory and power be unto Him, that sitteth upon the throne, and unto the Lamb, for ever and ever. (Apocalisse, 5. 9, 12-13)Amen.

Traduzione
Degno è l’agnello immolato di ricevere la potenza, la ricchezza, la saggezza, la forza, l’onore, la gloria e la lode.A colui che siede sul trono, così come all’agnello, la lode, l’onore, la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. (Apocalisse, 5. 9, 12-13)

Elena Monti
Soprano
Milanese, si è diplomata presso il Conservatorio di musica “G.Verdi” di Milano nel 1996, ottenendo il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Giovanna Canetti. Ha poi vinto numerosi primi premi in Concorsi italiani ed esteri, ed il primo premio all’ “Altamura-Caruso” International voice Competition a Gibilterra.

Ha debuttato a Milano con l’”Exsultate Jubilate” di W.A. Mozart e con la “Petite messe solemnelle” di G. Rossini, ed è stata impegnata nella nuova produzione di “Falstaff” di Verdi, prodotta dall’As.Li.Co., portata in tournèe nel Circuito Regionale Lombardo.

Nel  settembre 1997 è risultata vincitrice del Concorso indetto dal Teatro alla Scala per l’Accademia di perfezionamento giovani cantanti lirici; ha quindi partecipato al concerto di Pasqua del Teatro alla Scala, alla produzione di “Die Zauberflote” come cover di Pamina, a “Giulio Sabino” di Sarti al Ravenna Festival e ad un concerto con il M° Muti : ha inoltre coperto il ruolo di Adina in una nuova produzione di “Elisir d’Amore” al Teatro alla Scala, e cantato la prova generale aperta al pubblico, ed è poi stata in “Armide” diretta dal M° Muti. E’ poi stata Musetta in “La Bohème ” al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, ed ha poi debuttato al Teatro San Carlo di Napoli in “Il marito disperato” di Cimarosa, all’Opernhaus di Zurigo in “Falstaff“, al Comunale di Firenze in “Peer Gynt” e a Trieste in “Peter Grimes“, “Il cavallino bianco” e “Rita“.
Ha cantato in concerto “Ein Deutsches Requiem” di Brahms, “Konzertarien” di Mozart a Gerusalemme e a Graz, “Messa dell’incoronazione” di Mozart, “IV Sinfonia” di Mahler a Trieste, “Gloria” di Vivaldi, “Magnificat” di Bach e “Missa solemnis” di Beethoven a Malaga e Milano, per l’inaugurazione della Stagione 2001/02 nel riaperto Teatro dal Verme.
E’ stata diretta dal M° Gerd Albrecht, Aldo Ceccato, Djasung Kakhidze, Riccardo Muti, Nello Santi, Massimo Zanetti tra gli altri.
Ha inciso “Giulio Sabino” per Bongiovanni e “La Romanzesca” di Donizetti per Opera Rara, oltre a brani da opere in “A hundred years of Italian opera“.

Alessandra Palomba
Soprano
Milanese, esordisce giovanissima come solista del Coro delle Voci Bianche del Teatro alla Scala. Nel 1991 inaugura la Stagione dei Pomeriggi Musicali come contralto solista nella prima esecuzione moderna del Gloria di Rossini e nel 1992 vince il Concorso As.Li.Co cui seguono i debutti nei ruoli di Zaida (Il turco in Italia) e di Cenerentola e la partecipazione ad una lunga tournée rossiniana in Corea e Giappone.
Collabora poi, tra gli altri, con il Rossini Opera Festival, il Teatro Verdi di Sassari e quello di Trieste, il Teatro Regio di Parma, l’Arena Sferisteo di Macerata, il Teatro Coccia di Novara, il Teatro Sociale di Como, il Teatro Alighieri di Ravenna, il Festival di Montpellier e di Massy.
Nel luglio 2001 debutta al Teatro alla Scala nel ruolo di Tisbe (La Cenerentola) e interpreta il ruolo di Federica in Luisa Miller
Tra i prossimi impegni Il Barbiere di Siviglia a Toronto e la Missa Solemnis per il Teatro Regio di Parma.

Rogelio Marin
Nato a Città del Messico, inizia gli studi di canto e pianoforte con Martha Artenack, Erika Kubascek, James Demster e si perfeziona con Francisco Araiza e ai corsi del Metropolitan Opera House di New York. Vince poi il Concorso Nazionale di Canto “Carlo Morelli” a Città del Messico, il “Giuseppe Verdi” a Parma ed è finalista del Bertelsmann Stiftung Competition in Germania . Viene quindi invitato a interpretare Tamino in Die Zauberfloete e, successivamente, Nemorino in L’elisir d’amore e Alfred in Die Fledermauss di Strauss. Con Il Turco in Italia di Rossini debutta a Vienna .

In Italia ha cantato il ruolo di Almaviva ne Il Barbiere di Siviglia al Teatro Lirico di Cagliari, e neiTeatri di Padova e Brescia
E’ stato invitato ad interpretare il ruolo principale per tenore alla prima esecuzione mondiale di Anita opera del compositore messicano Melesio Morales al Palacio de Bellas Artes di Città del Messico. Ha interpretato il ruolo di Cassio nell’Otello di Verdi all’opera di Montpellier. Ha cantato successivamente lo stesso ruolo all’opera di Nantes e recentemente al Teatro La Fenice di Venezia a fianco di Renato Bruson con la regia di Alberto Fassini sotto la direzione musicale di Marcello Viotti.

In concerto ha interpretato il Lobgesang di Mendelssohn con l’Orchestra Sinfonica di Bilbao e lo Stabat Mater di Rossini al Teatro dell’Opera di Roma .
Nell’ ultima stagione ha cantato il ruolo di Amenofi nel Mosè di Rossini al Luzernertheater (Svizzera), al Palacio de Bellas Artes di Città del Messico con la Orchestra Sinfonica Nazionale ha cantato il Messia di Haendel (2002, 2003).

Fulvio Bettini
Inizia la formazione vocale come voce bianca, segue i corsi del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano e del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, sotto la guida di Margareth Hayward. Frequenta numerosi seminari in Olanda e Germania e si specializza nel repertorio barocco e in quello sinfonico-vocale.

Collabora con i maggiori ensemble con strumenti originali ( Il Giardino Armonico, Les Concerts de les Nations/La Capella Reial de Catalunya, La Petite Bande, I Barocchisti, Ensemble Baroque de Limoges, Zefiro, I Sonatori della Gioiosa Marca) ed è ospite delle maggiori istituzioni musicali europee: Festival di Salisburgo, Festival Styriarte, Osterklang di Vienna, Internationale Barocktage Stift Melk, Festival di Schwetzingen, Handel Festival di Halle, Festival Barocco di Arolsen, Lucerne Festival, Bach Festival di Schaffhausen, Folle Journée di Nantes, Musica e Poesia a San Maurizio, Settimane Bach di Milano, Festival Internazionale di Musica Antica di Urbino, Festival Monteverdi di Cremona, Accademia Chigiana di Siena, Settembre Musica di Torino, Teatro Real di Madrid, Teatro Liceu di Barcellona, Teatro de la Zarzuela di Madrid, Opéra National de Bordeaux, Arena di Verona, Teatro Donizetti di Bergamo, Piccolo Teatro di Milano. Il suo repertorio spazia dalla polifonia rinascimentale a Philip Glass, con una particolare predilezione per il repertorio barocco. Tra gli impegni più significativi citiamo la prima in tempi moderni dell’oratorio di F. B. Conti Il martirio di San Sebastiano al Festival di Salisburgo, l’oratorio Apollo e Dafne di Handel all’Handel Festival di Halle Il combattimento di Tancredi e Clorinda (Testo) di Monteverdi al Festival barocco di Melk e al Karajan Centrum di Vienna. L’attenzione al repertorio antico non ha comunque precluso l’interpretazione di pagine musicali di Mozart, Rossini, Donizetti, Beethoven, Mendelssohn, Berlioz , Schubert, Brahms, Ravel, Berlioz , Faurè, Weill, Wolff-Ferrari e Philip Glass .

Dell’Orfeo di Monteverdi ha interpretato in scena i ruoli di Orfeo a Graz e Apollo nella produzione di Brian Large del Teatro Liceu di Barcellona di cui la BBC ha recentemente pubblicato il DVD. Ha preso parte alla produzione dell’Agrippina (Pallante) di Handel del Festival Styriarte del 2000 e alla produzione di Emilio Sagi del Farnace (Aquilio) di Vivaldi nella cooproduzione del Teatro de la Zarzuela di Madrid e dell’Opéra National de Bordeaux Ha portato in tournée in Francia, Olanda, Portogallo l’opera buffa di Sarro La furba e lo sciocco .

Ha inciso per Auvidis Astrée, Alia Vox, Chandos, Bongiovanni, La Bottega Discantica, BBC, RAI, RTSI, ORF .

Tra i prossimi impegni una tournée con Il Giardino Armonico e una nuova produzione de La fida ninfa di Vivaldi dei festival Musikfestspiele Potsdam Sansoucci e Bayreuther Barock.

Marco Berrini
Diplomato presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano in Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro e Composizione Polifonica Vocale, si è dedicato, fin da giovanissimo, alla musica corale. E’ risultato vincitore del 1° Premio ai seguenti Concorsi Corali: Quartiano (1986), Bresso (1987 e 1991), Battipaglia (1995), Vittorio Veneto (1991 e “IV Gran Premio Corale Nazionale E. Casagrande”, 1996), Tortona (1999).

Ha collaborato con I Virtuosi Italiani, con l’Orchestra Stabile di Bergamo, con le orchestre Mozart e Milano, Musica Rara, Il Quartettone di Milano, l’Orchestra “Gavazzeni” e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, e con importanti festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero, tra i quali la Società del Quartetto di Milano e Musica e poesia a S. Maurizio.

Dal 1989 al 1992 è stato Maestro Sostituto Direttore del Coro da Camera della RAI di Roma col quale ha effettuato registrazioni per RAI Radio Tre. Ha diretto le prime esecuzioni assolute di composizioni di Bruno Bettinelli, Irlando Danieli, Orlando Dipiazza, Bruno Zanolini, Federico Ermirio, Roberto Beltrami, Paolo Manfrin, e la prima esecuzione italiana del Weihnachtsoratorium per soli, coro e pianoforte di F. Nietzsche

Svolge una intensa attività concertistica con Ars Cantica Choir di cui è il direttore artistico e musicale e con il quale incide per l’etichetta Sarx Records, della quale, dal giugno 1993, è stato nominato Direttore Artistico.

La sua discografia in qualità di direttore dell’Ars Cantica Choir comprende incisioni monografiche dedicate a Antonio Lotti, Giovanni Giacomo Gastoldi , Giovanni Pierluigi da Palestrina, Orlando di Lasso, Vincenzo Ruffo, Michel’Angelo Grancini , Francesco Durante , Friedrich , Lorenzo Perosi , Bruno Bettinelli .

Ha curato la pubblicazione di musica vocale per le case editrici Suvini Zerboni, Carrara, Rugginenti. È stato Redattore della rivista specializzata in Musica e Didattica Corale “La Cartellina”.

È stato ammesso alle fasi finali della Prima edizione del Concorso Internazionale per Direttori di Coro “Mariele Ventre” di Bologna e, unico italiano premiato, ha vinto il III premio ( 2001). Dal Gennaio 2003 è direttore artistico e musicale del Quartetto Vocale professionale “S. Tecla” del Duomo di Milano.

É docente di Esercitazioni Corali presso il Conservatorio di Alessandria, dove ha fondato e dirige il Coro da Camera dell’Istituto.

ARSCANTICA CHOIR & CONSORT
Fondato nel 1988, Ars Cantica Choir & Consort è formato da musicisti che hanno dato vita all’attuale ensemble vocale e strumentale, con lo scopo di approfondire il repertorio, lo stile e la tecnica esecutiva della musica polifonica rinascimentale e barocca.

Vincitrice del Primo Premio ai concorsi corali di Vittorio Veneto 1991 e 1996, Bresso 1991, Battipaglia 1995, la formazione ha al suo attivo una considerevole attività concertistica e discografica (per l’etichetta Sarx Records).

Ha partecipato a numerose rassegne, festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero tra i quali il Festival Internazionale Mozart di Rovereto (settembre 1998) e l’International Chor Forum di Alzenau, Germania (ottobre 1998), la Sagra Musicale Umbra (settembre 2003), il ciclo delle Settimane Bach (XV appuntamento) e il prestigioso ciclo Musica e poesia a S. Maurizio collaborando con I Virtuosi Italiani, l’Orchestra Stabile di Bergamo, Il Quartettone, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, l’Orchestra del Teatro “C. Coccia” di Novara” e l’ensemble Concerto Palatino).

Annovera prime esecuzioni assolute di composizioni di Bettinelli, Danieli, Dipiazza, Zanolini e la prima edizione italiana del Weihnachtsoratorium per soli, coro e pianoforte di F. Nietzsche (maggio, 1998).

Nel giugno 2003 con un concerto alla Basilica di S.Ambrogio a Milano ha avviato un’importante collaborazione con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano diretta da Aldo Ceccato, collaborazione che prosegue con i concerti inaugurali della 59° Stagione Sinfonica. Ars Cantica.

Tra i prossimi impegni di Ars Cantica Choir sono previste esibizioni a Milano – per Musica e poesia a S. Maurizio, nella stagione della United European Chamber Orchestra con l’esecuzione della Passione secondo Matteo di Bach, con I Pomeriggi Musicali per la Messa n. 5 di Schubert, e per un ciclo di musica contemporanea con Dittico ambrosiano di Bettinelli – alla Sagra Musicale Umbra (Petrassi e Vivaldi) e alle Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore (Copland, Bernstein, Bettinelli e Ferrario)

Nell’agosto 2003 Ars Cantica Choir con la direzione di Marco Berrini ha conseguito ad Arezzo un’entusiasmante serie di premi: 1° Premio assoluto al 51° Concorso Corale Internazionale “Guido d’Arezzo”, il Gran Prix “Città di Arezzo” assegnato al miglior coro nell’ambito del medesimo concorso (primo coro italiano a ricevere questo riconoscimento negli ultimi trenta anni) nonché il 1° Premio assoluto al 20° Concorso Corale Nazionale “Guido d’Arezzo”.

Il Cast

Direttore: Aldo Ceccato