Le date

Sala Grande
venerdì 02 aprile 2010
Ore: 21:00

Note

KOINÈ 2010
SEI CONCERTI DI MUSICA CONTEMPORANEA
Direzione artistica: Ivan Fedele

Dal 29 gennaio al 28 maggio

Una delle vocazioni principali dei Pomeriggi Musicali, fin dalla fondazione di questa prestigiosa Istituzione nel lontano 1946, è la promozione e la diffusione della musica contemporanea. E’ da questa istanza culturale così profonda e sentita, che nasce il progetto di KOINÈ. La rassegna, ideata e diretta dal Maestro Ivan Fedele, conta sei concerti di musica d’oggi che abbraccia un arco di tempo di poco più di vent’anni: da Explosante-fixe di Pierre Boulez (prima esecuzione italiana della versione integrale) a Iconica di Marco Momi, da Dialogues di Elliot Carter a Hyades  di Lara Morciano, passando per Frank Zappa, Franco Donatoni (nel decennale della scomparsa), John Adams e Fausto Romitelli. Quattordici compositori di diverse generazioni, provenienti da aree geografiche e culture eterogenee, testimoniano con le loro opere  l’unità d’intenti, pur nella diversità degli stili della “musica d’arte” del nostro tempo.

I protagonisti saranno:
L’Orchestra Sinfonica dei Pomeriggi Musicali, MDI Ensemble (in residenza al Teatro dal Verme per il 2010), la tecnologia IRCAM.

I direttori d’orchestra:
Pierre-André Valade, Pascal Rophé, Marco Angius e Carlo Boccadoro, per i quattro concerti con l’orchestra; Robert Platz e Marino Formenti per i due concerti con l’ensemble.

I solisti:

Emanuelle Ophèle, Matteo Cesari, Giulio Francesconi (flauti solisti in Explosante-fixe), Luigi Gaggero (cymbalom solista in Nora di Alessandro Solbiati), Mario Caroli (flauto solista nelle Barricades misterieuses di Luca Francesconi), Bahar Dordünçü (pianoforte solista in Dialogues di Elliot Carter).

Omaggio a Franco Donatoni, nel decennale della morte.

Il Cast

Direttore: Pascal Rophé
Cymbalon:Luigi Gaggero
Orchestra: I Pomeriggi Musicali

Note di sala

Omaggio a Franco Donatoni, nel decennale della sua scomparsa

Franco DONATONI, Spiri
Franco DONATONI, Tema
Alessandro SOLBIATI, Nora per cymbalon e orchestra (1° ESECUZIONE ASSOLUTA, Commissione I Pomeriggi Musicali)
Lara MORCIANO, Hyades II (1° ESECUZIONE ASSOLUTA)
Franco DONATONI, Eco   

Guida all’ascolto:

Spiri
Per 10 strumenti è stato scritto nel 1977 su commissione di istituzioni musicali italiane ed è dedicato a Salvatore Sciarrino. L’utilizzazione continua dello stesso materiale iniziale, secondo procedure simili al canone, desta una riconoscibilità delle figure che può far pensare al tematismo. Tale esito è anche dovuto ai processi compositivi di trasformazione a distanza e non va attribuito ad una deliberata intenzione di far riferimento a tecniche specifiche di elaborazione.

(Franco Donatoni, 1927 – 2000)

Tema – per dodici strumenti
È un’opera scritta nel 1981, commissionata dall’Ensemble InterContemporain e dedicata a Zoltan Pesko. Si tratta, come spesso mi accade, di una riflessione su dei materiali articolati estratti da una partitura antecedente. Ma questa volta, in maggior misura che altrove, le figure che emergono in questa composizione sono esenti da ogni tipo di limitazione del discorso musicale che si svolge nel tempo. Ognuna di esse – nella sua continuità asimmetrica – si offre come un frammento all’interno di una sequenza più ampia nella quale l’articolazione tra i vari pannelli – nonostante l’omogeneità dei materiali utilizzati – rende manifesto il carattere di frammento di tutta la composizione. La riflessione sui materiali modifica la morfolgia delle figure attraverso l’ivenzione di molteplici trasformazioni, le quali, per la maggior parte, sono frutto di associazioni di idee.
In queste ultime, più che riconoscere l’obiettivo di un progetto, si colgono i segni di un divenire “immobile”, gli aspetti periferici di una circolarità priva di un centro.

(Franco Donatoni ,1927 – 2000)

Nora
Nella sua nuova versione orchestrale, composta nell’estate del 2008 su commissione dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, completa un lungo percorso personale sullo cymbalom, iniziato nel 1998 grazie alla conoscenza di Luigi Gaggero.
Lo stupore provato di fronte alle mille possibilità timbrico-articolative di questo strumento mi condusse alla composizione, nel 2002, di Quaderno d’immagini, otto brevi pezzi per cymbalom solo, più volte rivisti nel corso degli anni. In ciascuno di essi utilizzai, forse per la prima volta, molte risorse possibili, bacchette diverse dalle usuali, pizzicati, battuti e strisciati con le mani, armonici, arrivando a mimare, in uno dei brani, alcune movenze jazzistiche, suscitate dall’evidente analogia timbrica tra una bacchetta morbida da timpani battuta sulle corde gravi e i pizzicati di un contrabbasso.
Tutto questo non aveva assolutamente lo scopo di mettere in scena un virtuosistico quanto sterile catalogo di effetti, ma quello di permettere alla mia invenzione di essere profondamente stimolata dalla molteplice personalità dello strumento.
I brani di Quaderno d’immagini vennero riuniti nel 2003-2004 in una sorta di suite unitaria per cymbalom e sette strumenti che prese il nome di Nora, in cui, alla maniera di un beriano Chemin, gli strumenti avvolgevano ed amplificavano le immagini sonore del cymbalom.
Ma proprio il vasto ventaglio di riverberazioni e di relazioni possibili con gli strumenti circostanti mi ha condotto a progettare una versione ancora più ambiziosamente ampia, l’ultima possibile, in cui ad avvolgere lo cymbalom, ora obbligatoriamente amplificato, è un’intera orchestra da camera.

Alessandro Solbiati

Hyades II (2002-2009)
Hyades è una parola latina, di origine greca, che indica una costellazione in cui si evidenziano sei punti, in riferimento ideale ai principali momenti di articolazione formale del lavoro scritto nel 2002 e dedicato ad Ivan Fedele.
La versione presentata in questo concerto mantiene integralmente la prima parte della composizione ed acquisisce una parte finale immaginata come un’alterazione e deformazione progressiva del materiale sonoro precedente. Alle sonorità più trasparenti e solistiche iniziali, che si organizzano verso una direzionalità in cui i gesti strumentali si riconducono ad un solo unico disegno, segue un’esplorazione sonora che prende in conto altre componenti e caratteristiche degli elementi timbrici presentati. Come per effetto di uno zoom sulla materia sonora che ne evidenzia le componenti interne (attraverso l’analisi spettrale di alcuni strumenti dell’orchestra, in particolare le percussioni), la realizzazione orchestrale del finale integra e sviluppa l’utilizzo di intervalli microtonali ed alcune modalità di produzione del suono, creando progressivamente delle immagini dai contorni sempre più sfocati, in un clima di dilatazione e rarefazione sonora in cui i piccoli gesti strumentali si dissolvono in textures sospese e pulsazioni sempre più indistinte.

Lara Morciano

Eco
Finito di comporre nel gennaio 1986 e commissionato dalla Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Eco adotta come organico un’orchestra di tipo haydniano e, come struttura generale che ne giustifica il titolo, un gioco di rimandi fra le varie sezioni. Il brano si apre sul contrasto fra lo staccato di due oboi che introducono le figure portanti di sedicesimi, ed il legato di due violini che ne riverberano le altezze. Dopo questa sorta di materiale di base, scatta il meccanismo di “echi” fra violini e fiati, che dilaga successivamente negli altri strumenti. L’effetto sonoro alterna momenti di incessante pulsazione che creano una specie di magma sonoro (il brano non ha variazioni agogiche), a momenti in cui sono percepibili i rimandi, con un abile gioco di permutazioni di cui Donatoni è virtuoso incontrastato.
Risulta fuori luogo scendere nei particolari di una costruzione fatta di elementi che non accadono per creare premesse, ma sono posti in essere per quello che sono: scintille di suoni scolpiti in un tempo che scorre prima, durante e dopo, e di cui il muscista ne organizza una parte, imprigionandola. Il ri-suonare di questo tempo imprigionato, nel caso di Donatoni, ci restituisce un puro godimento sonoro a cui forse lo “scrittore di musica” non mirava come obiettivo, ma che emerge sempre prepotente nella musica del compositore veronese.

(Franco Donatoni, 1927 – 2000)