La Milanesiana - Teatro Dal Verme

Le date

Sala Grande
martedì 03 luglio 2012
Ore: 21:00

Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia e Teatro

Ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi

XIII edizione

 

Imperfezione/Perfezione e Una lunga notte

Il Cast

Prologhi:

Filippo Timi – Lettura da Sono stato interrotto di Nicholas Ray

Susan RayLa perfezione e Nick

Letture:

Rick Moody

Paul Harding Premio Pulitzer 2011

Michel Cunningham Premio Pulitzer 1999

William Friedkin Premio Oscar

 

Consegna Premio Pivano a Paul Harding e Rick Moody

Interviene: Valerio di Carlo

A cura della Fondazione Pivano

Consegna del Premio Omaggio al Maestro a William Friedkin

A cura di enrico ghezzi

Concerto: P.A.F  – Paolo Fresu, Antonello Salis, Furio Di Castri

Introduce: Ferruccio de Bortoli

Note di sala

Imperfezione/Perfezione e Una lunga notte

La Milanesiana prosegue con un grande appuntamento dedicato all’America, alla sua letteratura e al suo cinema. La serata, introdotta da Ferruccio de Bortoli, Direttore del Corriere della Sera, ha inizio alle 21 con il ritorno sulla scena de La Milanesiana di Filippo Timi, che dà voce a Nicholas Ray leggendo un brano da Sono stato interrotto, il libro che racconta la genesi dell’ultimo film di Ray, We Can’t Go Home Again. A seguire, invece, Susan Ray, compagna degli ultimi dieci anni di vita del regista, propone il testo inedito La perfezione e Nick.
Seguiranno letture di Rick Moody, vincitore del PEN Literary Award nel 2003 per il memoir Il velo nero, e di cui è in uscita il romanzo Le 4 dita della morte, e di Paul Harding, Premio Pulitzer 2010, che riceveranno poi il premio letterario Fernanda Pivano, ormai alla sua quarta edizione. Si prosegue con le letture del Premio Pulitzer 1999, Michael Cunningham, noto in tutto il mondo per il suo romanzo Le ore, e del regista dei mondi oscuri americani William Friedkin, Premio Oscar 1972, sugli schermi in questi giorni con Killer Joe. A lui, nel corso della serata, verrà consegnato il tradizionale premio della Milanesiana Premio Omaggio al maestro, consegnato negli anni precedenti tra gli altri a Jane Campion, Ettore Scola, Roger Corman, Aleksandr Sokurov..). Interviene con Friedkin, enrico ghezzi.
Dopo il concerto del trio composto da Paolo Fresu, Antonello Salis e Furio di Castri, tra le maggiori personalità artistiche del jazz italiano ed europeo, la serata si chiude circolarmente di nuovo con Nicholas Ray, attraverso la proiezione di Don’t expect too much from a teacher, di Susan Ray. Il film, proiettato in lingua originale, è stato presentato all’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Dedicato a Ray, è intitolato come un’espressione tratta dal film testamento del regista, in nome dell’imperfezione dei maestri, raccontata, in questo caso, attraverso una testimonianza cinematografica.

FERRUCCIO DE BORTOLI
Nato a Milano nel 1953 e laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, è giornalista professionista dal 1973. Ha cominciato a lavorare al Corriere della Sera nel 1979 come cronista per poi passare alle pagine economiche. È stato caporedattore dell’Europeo e de Il Sole 24 Ore. Nel 1997 viene nominato Direttore del Corriere della Sera; lo lascia nel 2003. Dal 2003 al 2005 è stato Amministratore Delegato di Rcs Libri, Presidente della Casa Editrice Flammarion S.A. e Vice Presidente dell’Associazione Italiana Editori (A.I.E.). Dal 10 gennaio 2005 al marzo del 2009 è stato Direttore Responsabile de Il Sole 24 Ore e Direttore Editoriale del Gruppo Il Sole 24 Ore. Dal 9 aprile 2009 è tornato alla direzione del Corriere della Sera.

FILIPPO TIMI
Nato a Perugia nel 1974. Premio Ubu 2004 come miglior attore di teatro under 30, è stato sulla scena Orfeo, Danton, Perceval, Satana e ha interpretato il monologo La vita bestia, al quale si ispira il suo primo romanzo Tuttalpiù muoio (2006), scritto con Edoardo Albinati, seguito da E lasciamole cadere queste stelle (2007) e Peggio che diventare famoso (2008). Di nuovo a teatro nel 2009-10 con Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche e nel 2011 con Favola. C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più e con Giuliett’ e Romeo m’engolfi l’core, amore. Al cinema, dal 2006, è nei film In memoria di me di Saverio Costanzo, Saturno contro di Ferzan Ozpetek, Signorinaeffe di Wilma Labate, I demoni di San Pietroburgo di Giuliano Montaldo, Come Dio comanda di Gabriele Salvatores, Vincere di Marco Bellocchio, La doppia ora di Giuseppe Capotondi, Vallanzasca di Michele Placido, Quando la notte di Cristina Comencini, Ruggine di Daniele Gaglianone, Notte finisce con gallo di Matteo Pellegrini, Asterix et Obelix: God save Britannia di Laurent Tirard, Come è bello far l’amore di Fausto Brizzi.

SUSAN RAY
Ha frequentato l’Università di Chicago e l’Istituto The New School for Social Research. Ha studiato per oltre trent’anni lo Zen e le stirpi Buddiste-Tibetane, ricevendo l’ordinazione dal maestro Zen Rinzai Kyozan Joshu Sasaki. Ha studiato inoltre le medicine indigene africane e sudamericane, ed è stata una dei membri fondatori del Consiglio Internazionale delle 13 nonne Indigene. Vive nello stato di New York, e lavora come scrittrice, editor e regista.

RICK MOODY
È l’autore dei romanzi Cercasi batterista chiamare Alice, Tempesta di ghiaccio, Rosso americano e I Rabdomanti, dei racconti La più lucente corona d’angeli in cielo e Racconti di Demonologia, di storie Tre vite e memorie Il velo nero. Memoires con digressioni, vincitore del PEN / Martha Albrand Award. Moody ha ricevuto l’Addison Metcalf Award dall’American Academy Arts and Letters, il Paris Review’s Aga Khan Prize a un Guggenheim Fellowship. Vive a Brooklyn con la sua famiglia.

PAUL HARDING
Ha insegnato scrittura creativa a Harvard e all’Università dello Iowa, ed è stato batterista in un gruppo rock con cui ha registrato due
album e girato l’Europa in tour. Oggi vive a Georgetown, nel Massachusetts, con la moglie e i figli. Pubblicato negli Stati Uniti nel 2009 da una casa editrice indipendente, la piccola Bellevue Literary Press, L’ultimo inverno ha vinto nella sorpresa generale il premio Pulitzer 2010 e ha scalato le classifiche dei bestseller.

MICHAEL CUNNINGHAM
È l’autore di Le ore, Carne e sangue, Una casa alla fine del mondo, Mr Brother, Dove la terra finisce, Giorni memorabili e Al termine della notte. Le ore si è aggiudicato nel 1999 il PEN Faulkner Award e il Pulitzer Prize.

WILLIAM FRIEDKIN
Per potenza cinematografica, è difficile eguagliare i suoi film: L’esorcista – 10 nomination agli Oscar; Il braccio violento della legge – 5 nomination agli Oscar, compresa quella per miglior film e miglior regia; Il salario della paura; Vivere e morire a Los Angeles, Cruising; Bug. La paranoia è contagiosa. E il più recente, Killer Joe, con Matthew McConaughey e Emile Hirsch.

ENRICO GHEZZI
Ha (?) quasi sedici anni nel maggio del 1968. Ama Eddy Merckx come Jean Vigo come Max Stirner come gli 8 metri e 90 centimetri di Bob Beamon come… Si occupa di cinema e di televisione (o meglio, e peggio!, ne è occupato). Dal 1979 lavora e gioca come ‘riautore di immagini’ a RaiTre per la quale ha curato o inventato cicli di film, le 40 ore non-stop di La Magnifica Ossessione (1985), e i programmi Fuori Orario, Schegge, Blob (e Publimania e Fine senza Fine). Dal 1987 al 1994 ha diretto il palinsesto della RaiTre di Angelo Guglielmi. Gli piace troppo scrivere per non lasciarsi annegare (quasi) nelle immagini. Ha diretto il Festival del Cinema di Taormina dal 1991 al 1998 e dal 2001 al 2009 Il Vento Del Cinema a Procida, cura la collana dvd Eccentriche Visioni. Da regista, ha realizzato il cortometraggio Gelosi e tranquilli (1988) e dei videoclip (tra cui Strani giorni di Franco Battiato). Tra i libri pubblicati, paura e desiderio, Discorso sui due piedi il calcio con CarmeloBene e… e, nel 1994, il numero della rivista Panta dedicato al cinema. Sta (non) finendo una cosa che (non) assomiglia a un romanzo, Oro solubile.

P.A.F.
Costituito nel 1995, il trio P.A.F., allinea alcune delle maggiori personalità artistiche del jazz italiano ed europeo tutto, ovvero Paolo
Fresu, Antonello Salis e Furio Di Castri. Nel 2004 incidono il primo album: Morph (Label Bleu), trasposizione in musica di una tecnica
tipica della grafica tridimensionale – detta appunto morphing – che modifica progressivamente un’immagine in un’altra. L’album è, di conseguenza, ricco di invenzioni e di repentine mutazioni sonore, e traccia un itinerario geografico-musicale dal Mediterraneo al Sud America.