Le date

Sala Grande
giovedì 01 marzo 2007
Ore: 21:00
sabato 03 marzo 2007
Ore: 17:00

Giovedì 1 marzo, ore 21 Milano – Teatro Dal Verme
Venerdì 2 marzo, Vigevano – Teatro Cagnoni
Sabato 3 marzo, ore 17 Milano – Teatro Dal Verme

Tre secoli con Couperin
Direttore:
Antonello Manacorda
Clavicembalo:
Carmen Leoni
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Programma:
François Couperin ( 1668 –   1733)
Ordine 25°
La Visionnaire
Les ombres errantes
La Muse Victorieuse
Ordine 3°
La Favorite, Chaconne a deux temps

Maurice Ravel (1875 – 1937)
Le Tombeau de Couperin, suite
Prélude
Fugue
Forlane
Rigaudon
Menuet
Toccata

Richard Strauss (1864 – 1949)
Divertimento su musiche di Couperin op. 86
Il Concerto
a cura di Edgar Vallora
FRANCOIS COUPERIN -DANZE PER CLAVICEMBALO
Musicista affermato, addirittura osannato dalle corti reali,condannato in seguito a due secoli di buio e silenzio; rivalutato, infine, al punto da diventare un “mito francese”, Francois Couperinincarna una degli spiriti più intriganti della storia della musica. Fiorito in una famiglia di ottimi musicisti, enfant prodige, successore dello zio Louis e del padre Charles alla “guida” del celebre organo della chiesa diSaint-Gervais (una chiesa ma, in fondo, una sorta di foyer aristocratico-letterario della Parigi-che-contava: da Bossuet a Madame de Sévigné, dal conte di Toulouse a Racine); leggendario improvvisatore, maestro di musicadegli Enfants de France, del Duc de Bourgogne,della futura regina Maria Leczinska, di principini e principesse;teorico musicale d’alto rango (famoso il suo trattato “Regole per l’accompagnamento”);musico stabile alla corte di Versailles (con clavicembalo fisso nelle sale del Re); ad un certo punto della carriera addirittura “proprietario” (con vero e proprio atto notarile della parrocchia!) del mitico organo di Sait-Gervais, quello che lo aveva accompagnato tutta la vita, carico di onorificenze e di medaglie. Colonna portante del concerto di questa sera.

Uomo schivo e appartato sotto il profilo umano, di intelligenza e fantasia raffinatissime; eloquente (solamente) nelle prefazioni che apponeva alle sue opere; compositore intimo e ombratoda sofferenze non cicatrizzate (per gravissimi lutti familiari), il “Bach dei francesi” resta uno dei compositori più sofisticati del mondo francese. “Servitore appassionato dell’arte italiana” (non per altro premiato con l’onorificenza dell’Ordine di Latran, direttamente dalle mani del Papa), il compositore ricercò in tutto il suo camminola fusionearmoniosa del gusto francese ed italiano: les deux gouts réunies.

Il clavicembalo fu lo strumento che amò di più, coltivato fin dall’adolescenza; quellocui affidò le note più intime-segrete del suo animo (240 i pezzi composti,raggruppati in 27 “Ordini” nella stessa tonalità).Evidentemente la sua natura saturnina,- si dice che “pudore e ritegno lo accompagnassero fin da bambino” – lo sospingeva verso il clavicembalo, i cui accenti nostalgici-amari, un po’ cinici e distaccati,facevano eco ai suoi fantasmi privati.

I pezzi (pubblicati dal 1713 al 1730) sono impostati nella forma delle Suites, successione di danze astrattamente musicali. In genere: Prélude, Allemande, Courante, Sarabande, Gigue.Qualche altra Danzapoteva essere inserita dopo la Courante o la Sarabande (tra le possibili: Gavotte, Menuet, Bourrée, Rigaudon, Tambourin). La Suite quasi sempre si chiudeva con una Chaconne; oppure con un Tombeau, nome dannatamente evocativo.

Per connotare le varie Suites, Couperin scelse il nome (avvolto da un certo mistero) di “Ordini” (con probabile riferimento agli“Ordini” in architettura e a un’ipotizzata volontà di “stabilire un ordine architettonico” nelle sue costruzioni musicali).

Nel 25° Ordine sono raccolti 5 brani. Questa sera ne sono proposti tre:La Visionnaire, sorta di Ouverture francese (l’indicazione in partitura recita Gravement et marquée), Les ombres errantes (Languissamment) e – unico brano vivo e rapido – La Muse victorieuse (notazione: Audacieusement). Larisonanza altamente spirituale di questi brani è sottolineata dalla grande WandaLandowska (che fu tra le prime a promuovere il verbo couperiniano nei suoi concerti, inizi Novecento): “ La musica di Couperin agisce direttamente sul nostro inconscio, e a vari livelli di coscienza (…); scava negli abissi della nostra vita interiore”.

Intrigantissime le influenze e le suggestioni che le musiche di Couperin ebbero sui compositori dei secoli successivi.Nel 1860 Vincent d’Indyconfessa la rivelazione dei “Libri per clavicembalo” di Couperin; Berlioz adatta per tre voci e organo un Rondeau tratto dal18° Ordine; Brahms pubblica i quattro “Libri per clavicembalo” e individua, nella prefazione, l’intrecciarsi di debiti fra Couperin, Bach, Haendel, Scarlatti. Passa qualche decennio, e Debussy sogna di dedicare i suoi Studi a questo “Maestro francese”;Béla Bartok pubblica in Ungheria l’opera completa di Couperin;mentre Darius Milhaud trascrive per orchestra “La Sultana”. Tra gli ultimi“grandi omaggiatori” all’arte di Couperin figura a questo punto(…)

(…)MAURICERAVEL conLE TOMBEAU DE COUPERIN
Concepita a cavallo della guerra ‘15-’18, l’opera Le Tombeau de Couperin chiude la produzione di Ravel destinata alpianoforte solo. Si tratta di una Suite francese, basata su modelli del 18° secolo e in particolare su alcune pagine di Couperin, compositore che Ravel amava molto.Iniziata nel luglio 1914 a Saint-Jean-de-Luz (praticamente alla vigilia della guerra), questa raccolta di alto tenore suggestivofu ripresa e conclusa fra il giugno e novembre 1917 a Lyons-la –Foret.Segnato da una grave ferita in combattimento – ferita che lo rese invalido – Ravel sentì in quei mesi l’urgenza spirituale di lasciare un ricordo ad alcuni compagni d’armi morti nello stesso periodo, nella stessa guerra. Omaggio dunquea Couperin, ma anche a grandi amici scomparsi; e, ancora, omaggio a un mondo che si stava autoincenerendo a causa della barbarie.

La prima esecuzione del Tombeau de Couperin ebbe luogo a Parigi, alla Salle Gaveau, nell’aprile 1911:al pianoforte Margherite Long,vedova del dedicatario dell’ultimo brano.

Nel giugno 1919 – ed è il brano eseguito in questa serata – Ravel sceglierà quattro Danze della vecchia Suite per pianofortee le trasformerà in una versione per orchestra d’archi. Modificandone anche l’ordine,che pertanto diverrà: Prélude (dedicato alla memoria del luogotenente Jacques Charlot, musicista), Forlane (omaggio al luogotenente Gabrel Deluc, pittore basco), Menuet (onore a Jean Dreyfus) e Rigaudon (dedicato alla memoria di Pierre e Pascal Gaudin). Debutto felice nel febbraio 1920 a Parigi, grazie all’Orchestra Pasdeloup diretta da Rhené-Baton.

Il classicismo,impregnato di luce, chiarezza, equilibrio, rigore della stesura originaria, lo si ritrova nella versione orchestrale; anzi – grazie al numero e alla differenziazione delle voci strumentali – la trasposizione risulta piùelaborata nei dettagli e nei preziosismi sonori.

Si noti l’enorme risalto conferito ai fiati, che sembrano prendersi continue rivincite sulla piattaforma profonda e stabile degli archi. Ecco il nastro serpeggiante che i fiati volteggiano nel Prélude– un rincorrersi di trilli e acciaccature, fino al ventaglio metallico dell’arpa, che chiude la danza; ecco il disegno marcato della Forlane, decorato dalle irrequiete frange dei flautini, in un inseguirsi di brividi, imitazioni, interrogativi continui. Poi, dopo la calma e la distensione che avvolgono il Menuet – vero inchino alla salute medioevale -, ecco lo scoppio del Rigaudon: energia stra-ripante (stra-winskiana), dove lamuscolarity assume il senso dell’affermazione positiva, della vittoria sui dubbi espressi nelle pagine precedenti.

Omaggio spirituale a Couperin, certo; ma, come osserva Francesco Maria Colombo, “è come se le inflessioni della gioia, della grazia, della malinconia che ciascunritmo di danza propone, tornassero alla luce velate, avvolte da una luce argentea e trasparente, sospese in un mondo di preziosi equilibri senza più calore, dove la vita resta solo un ricordo struggente”:

(Curiosità. Il frontespizio della partitura, edita da Durand, recava l’illustrazionedi un’urna cineraria:una raffigurazione delicata e magica, opera dello stesso Ravel).

A questo punto, ancoraun interessantissimo hommage à Couperin da parte di (…)

(…) RICHARDSTRAUSS con il DIVERTIMENTO Op.86
Negli anni del grande impegno operistico di Strass, nei primi decenni del Novecento, vedono la nascita alcune pagine orchestrali appartate, per lo più destinate ad “occasioni”: come letre felicissime Suites di valzer,l’”Inno olimpico” destinato alle Olimpiadi di Berlino del ’36;la colonna sonora per il Rosenkavalier;la JapanischeFestmusik, un insieme di scene per grande orchestra per celebrare il2600 anniversario dell’impero giapponese. Tra queste pagine d’occasioni, spiccano – perchébrillano di luce autentica – due omaggi a Couperin, due raccolte di trascrizioni-reinterpretazioni (che spesso vengono distrattamente confuse fra loro). Il primo omaggio consiste nellaTanzsuite Op.107, che Strauss realizzò nel 1923: destinata ad un’orchestra di piccole dimensioni ma impreziosita da strumenti “speciali” (quali la celesta, il Glockenspiel, i campanelli).Ma ancora a Couperin si rivolse Strauss nel 1940-41 per il suo Divertimento Op.86 – che è poi il brano conclusivo del concerto di questa sera.Evidentemente sedotto dalla natura ironico-melanconica del collega francese, Strauss scelse otto brani di Couperin, originariamente destinati al clavicembalo e diede loro una veste sinfonica. Rimangono i titoli, acuti e fantasiosi, come vuole la tradizione francese dell’ésprit de finesse (titoli che meritano di essere riportati per il loro geniale spessore evocativo: La Visionnaire, Musette de Choisy,Le Tic-Toc-Choc/La Lutine, Les Fauvettes Plaintives, Le Trophée, Les Tours de Passe-Passe, Les Ombres Errantes, Les Brimborions); rimane immutata (se non addirittura accresciuta)la vena sorridente e impertinente già conosciuta nella Tanzsuite, illuminata da pungenti armonie, da timbri inconsueti, da sofisticatissimiimpasti sonori.

Queste pagine ebbero un ulteriore risvolto mondano: costituirono, con alcune aggiunte, la musica per il balletto Verklungene Feste, rappresentato a Monaco nell’aprile 1941 (coreografie di Pia e Pino Mlakar). Mentre il Divertimento Op.86, nella sua forma originaria, dovette attendere il 31 gennaio 1943 per essere presentato al pubblico viennese:direttore Clement Krauss alla testa dell’Orchestra Filarmonica di Vienna.

Antonello Manacorda
direttore
Nato a Torino nel 1970, Antonello Manacorda studia violino con Sergio Lamberto al Conservatorio nella sua città, diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. Grazie ad una borsa di studio pluriennale della DESONO Associazione per la Musica, si perfeziona con Herman Krebbers ad Amsterdam, Eduard Shmider e Franco Gulli.

Nel 1994 Claudio Abbado lo invita come primo violino di spalla della Gustav Mahler Jugend Orchester, e nel 1997 insieme ad alcuni colleghi e con l’aiuto dello stesso Abbado, fonda la Mahler Chamber Orchestra, della quale è primo violino e vice presidente. Con la MCO partecipa a numerose tournée in Europa, Nord America ed Estremo Oriente, oltre ad essere presente nei festival più prestigiosi del mondo, diretto fra gli altri da Claudio Abbado, Pierre Boulez, Bernard Haitink, Marc Minkowski, Trevor Pinnok,Cristopher Hoogwood, Daniel Harding. Dopo il successo ottenuto nel novembre 2001 dirigendo un allestimento de La Clemenza di Tito nei teatri lirici della Lombardia, decide di dedicarsi alla carriera di direttore d’orchestra e, intraprende gli studi con Jorma Panula a Helsinki.

In qualità di direttore d’orchestra ottiene le prime affermazioni internazionali con la Pärnu City Orchestra in Estonia, la Neues Kammerorchester Bamberg (della quale è direttore artistico) e l’Orchestra di Padova e del Veneto. Nel 2003 viene nominato direttore artistico per la musica da camera all’Académie Européenne de Musique del Festival di Aix-en-Provence.

Nel 2005 debutta con la Hensingborgs Symfoni Orkester e successivamente con la Gävle Symfoni Orkester e viene quindi invitato dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Assiste Marc Minkowski in una nuova produzione de’ Les Contes d’Hoffmann per L’Opera Nazionale di Lione e Claudio Abbado per la preparazione della Gustav Mahler Jugend Orchester per la tournée di Pasqua.

Nel giugno 2006 dirige, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, il Barbiere di Siviglia di Paisiello.

Oggi è Direttore Musicale dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che ha la sua sede e tiene la sua principale Stagione Sinfonica al Teatro Dal Verme di Milano.

Carmen Leoni
clavicembalo

Ha iniziato lo studio del clavicembalo all’età di 11 anni sotto la guida del M° Edward Smith E nel 1989 ha conseguito il diploma di Organo al Conservatorio “Dall’Abaco” di Verona con il M° Umberto Forni.

Si specializza nel repertorio barocco frequentando il Conservatorio Superiore di Saragozza nella classe del M° Gonzalez Uriol, conseguendo quindi il Diploma medio superiore di Clavicembalo. In seguito ha frequentato, presso il Koninklijk Conservatorium de L’Aia (Olanda), i corsi di Jacques Ogg e Ton Koopman (clavicembalo), Stanley Hoogland (fortepiano) e diplomandosi infine, in Clavicembalo Solista.Ha poi seguito corsi di perfezionamento e masterclass tenuti da S.Ross, N.Harnoncourt, J.Boje Christensen, B. van Asperen.

La sua attività concertistica conta produzioni e collaborazioni in tutta Europa: Affetti musicali, Combattimento Consort (Olanda), Poema Harmonico (Spagna), Consequentia München (Germania), Delitiæ Musicæ, sono solo alcuni degli ensemble con cui si è esibita in importanti sale da concerto europee. Altrettanto importanti sono le collaborazioni che l’hanno vista accompagnare cori di rilievo quali il Nederland Kamerkoor (di F.Bruggen, T.Hengelbrock) e il Tölzer Knaben Chor (coro di voci bianche fondato da N. Harnoncourt).

In particolar modo ha suonato come continuista con Concerto Armonico (Budapest), Academia Montis Regalis (E. Gatti, J. Savall), Orchestra Barocca Italiana, Concerto Den Haag. Nel 1994 ha preso parte a numerose tournée con La Petite Bande di S. Kuijken esibendosi così in diversi festival di musica antica in Belgio, Francia, Estonia, Lettonia, Ungheria.

Come solista ha invece collaborato con importanti interpreti di musica antica tra i quali di possono ricordare J. Ogg (La Risoluzione Amsterdam), T. Koopmann (Amsterdam Baroque Orchestra), A. Rasi (Orchestra Barocca di Verona) con R. Martinini (Orchestra Barocca Italiana), M.Gatti (Duo Felix). Ha inciso per la Radio Nazionale Spagnola, Radio Österreich e le case discografiche Emergo, Naxos, Stradivarius, Tactus, Hungaroton.

Tiene tuttora corsi di musica antica in tutta Europa mentre dal 2001 insegna musica da camera e basso continuo presso il Conservatorio di Verona. Suona su un fortepiano copia Stein di S.Cisneros.

Il Cast

Direttore: Antonello Manacorda