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Guida all’ascolto: a cura di Piero Rattalino I Concerti in la maggiore e in si minore di Hummel rappresentano uno dei culmini del concerto Biedermeier, ma Hummel, al contrario dei suoi maggiori colleghi e concorrenti, come Moscheles e Kalkbrenner, non era il tipico pianista-compositore che sul suo strumento concentrava la parte assolutamente prevalente della sua

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PROGRAMMA DI SALA a cura di Edgar  Vallora ROBERTO CACCIAPAGLIA – NOTTE LUMINOSA Nessun incanto più appropriato, nessun prologo più felice all’onirica esecuzione del “Sogno di una notte di mezza estate” di Mendelssohn – di questa pagina di Roberto Cacciapaglia. Compositore contemporaneo (col supporto di un valente assistente musicale, Giampiero Dionigi), filosofo e cultore di

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Guida all’ascolto: a cura di Piero Rattalino Siamo avvezzi ad associare la balalaika alla musica popolare russa, il banjo alla musica country americana, il cymbalom alla musica zingaresca ungherese. La scommessa di Alessandro Solbiati, come di vari compositori del Novecento (Stravinsky) e contemporanei (Kurtag) è di impiegare il cymbalom nell’ambito della musica colta, ma non,

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Maria Gabriella Zen “Ultime rime d’amore” (2008), per voce recitante e orchestra, su testi di Gaspara Stampa Dmitrij Dmtrevič Šostakovic Concerto n.2 in fa maggiore op.102, per pianoforte e orchestra     Allegro Andante Allegro Franz Schubert (1797 – 1828) Sinfonia n.5 in si bemolle maggiore D.485     Allegro Andante con moto Menuetto, Allegro molto Allegro

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Guida all’ascolto: a cura di Edgar Vallora BACH – WEBERN  –  Ricercare BWV 1079 Grande l’affinità elettiva che Webern nutrì verso Bach. Soprattutto nel primo periodo creativo, quando la struttura della composizione era maggiormente limpida, il nostro autore fu in più casi attratto da modelli preesistenti: tra l’altro, l’interesse per il tema “vita-morte” – colonna

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GUIDA ALL’ASCOLTO di Paolo Castagnone «Ho sentito cantare un angelo !» [Franz Schubert dopo un concerto di Paganini] L’arte di Niccolò Paganini è così indissolubilmente intrecciata alla figura del virtuoso sublime, geniale e demoniaco, che da lì conviene partire per cercare di comprendere cosa poterono provare i suoi fortunati ascoltatori. Di certo molti vennero impressionati

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Guida all’ascolto: a cura di Piero Rattalino La disastrosa sconfitta che la Francia subì ad opera della Prussia nel 1870 provocò nei musicisti una reazione di orgoglio che li indusse a cercare di uscire, nel campo della musica sinfonica e da camera, dal cono d’ombra in cui li aveva confinati la dominante civiltà austrotedesca. C’era

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GUIDA ALL’ASCOLTO di Paolo Castagnone «Ho immaginato che il concerto degli Istrumenti abbia a regolarsi a proporzione della passione» [C. W. Gluck, prefazione all’Alceste] Sul piano culturale il 1761 fu un anno magico per Vienna, poiché lì si incrociarono miracolosamente i destini di alcune individualità eccezionali per temperamento e consapevolezza artistica. In quello scorcio di

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Felix Mendelssohn Bartholdy (1809 – 1847) La grotta di Fingal op.26, ouverture Robert Schumann (1810 – 1856) Concerto op.129 per violoncello e orchestra Nicht zu schnell Langsam Sehr lebhaft Felix Mendelssohn Bartholdy (1809 – 1847) Sinfonia n.4 op.90 (Italiana) Allegro vivace Andante con moto Con moto moderato Saltarello: presto IL CONCERTO a cura di Mariateresa

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Programma di Sala a cura di Piero Rattalino Jan Ladislav Dussek, essendo nato nel 1860, era di otto anni più giovane di Clementi e di quattro di Mozart, ed era più anziano di Beethoven di dieci anni. La sua collocazione cronologica lo incastra dunque in mezzo ai maggiori creatori di musica pianistica del periodo classico.