Timothy Ridout e Carlo Boccadoro ai Pomeriggi Musicali
Una prima assoluta di Filippo Del Corno accanto a Mozart e Brahms nel penultimo concerto della stagione
Si avvia verso la conclusione l’81ª Stagione dei Pomeriggi Musicali “Sèntiti pàrte” e il penultimo appuntamento del cartellone, in programma giovedì 14 e sabato 16 maggio al Teatro Dal Verme, propone un programma musicale che intreccia classicismo, contemporaneità e grande tradizione sinfonica tedesca. Sul podio torna Carlo Boccadoro, musicista tra i più autorevoli e versatili della scena italiana, accanto a uno degli interpreti più interessanti della nuova generazione internazionale, il violista inglese Timothy Ridout.
Il concerto si sviluppa intorno a un filo conduttore preciso: l’esplorazione del colore orchestrale e delle possibilità timbriche dei diversi strumenti, tema che attraversa le tre pagine in programma e che Raffaele Mellace individua come elemento comune di lavori anche molto lontani tra loro per epoca e linguaggio. Ad aprire la serata è la Sinfonia n. 44 in Re maggiore K81, pagina giovanile attribuita a Wolfgang Amadeus Mozart e risalente al primo viaggio italiano del compositore che rivela tutta la freschezza e l’immediatezza dell’autore adolescente.
Cuore del programma è Púrpura, nuova composizione di Filippo Del Corno commissionata dai Pomeriggi Musicali e dall’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, presentata in prima esecuzione a Milano. Compositore milanese tra i più significativi della sua generazione, docente del Conservatorio cittadino, Del Corno torna dopo aver già presentato al Dal Verme, nel 2023, A coda di rondine. Il titolo della nuova pagina rimanda al colore viola – “púrpura” in spagnolo – ma il riferimento va oltre il gioco linguistico con lo strumento solista. La composizione nasce infatti come un’ampia e articolata riflessione sul colore sonoro, sviluppata attraverso il dialogo tra la viola e differenti gruppi orchestrali. Timothy Ridout, dedicatario e primo interprete dell’opera, conduce l’ascoltatore in una successione di episodi che alternano momenti di forte tensione ritmica, rarefazione lirica e continue trasformazioni timbriche. La struttura della partitura, articolata in quattordici sezioni, richiama idealmente il modello barocco del concerto solistico, reinventato però attraverso una sensibilità pienamente contemporanea .
A interpretare questa nuova pagina sarà appunto Timothy Ridout, nato a Londra nel 1995 e oggi considerato uno dei violisti più importanti della sua generazione. Formatosi alla Royal Academy of Music e alla Kronberg Academy, Ridout è stato BBC New Generation Artist e Borletti-Buitoni Trust Fellow. Negli ultimi anni ha collaborato con orchestre come la BBC Symphony Orchestra, la Tokyo Metropolitan Symphony, la Philharmonia Orchestra e la Chamber Orchestra of Europe, lavorando con direttori quali Simon Rattle, Christoph Eschenbach e Gábor Takács-Nagy. Nel 2025 ha ricevuto l’Opus Klassik Award come miglior giovane strumentista dell’anno.
La seconda parte del concerto è dedicata alla Serenata n. 2 in La maggiore op. 16 di Johannes Brahms, pagina giovanile composta tra il 1858 e il 1859. Qui il colore orchestrale si concentra soprattutto sui fiati: una scelta inconsueta, accentuata dall’assenza dei violini, che sposta il baricentro sonoro verso registri più morbidi e ombrosi. È una musica che guarda consapevolmente al Settecento e al modello mozartiano della serenata, ma attraverso la sensibilità malinconica e riflessiva di Brahms. Dall’Allegro moderato iniziale al Rondò conclusivo, passando per l’Adagio non troppo di intensa cantabilità, la serenata restituisce il clima appartato e quasi sospeso degli anni trascorsi dal giovane compositore alla corte di Detmold, periodo di relativa serenità dopo le tensioni legate alla malattia e alla morte di Robert Schumann.
Sul podio, Carlo Boccadoro conferma il proprio legame con i Pomeriggi Musicali. Compositore, direttore e divulgatore, affianca da sempre il repertorio storico alla musica contemporanea, contribuendo in modo determinante alla diffusione della nuova musica italiana anche attraverso l’esperienza di Sentieri Selvaggi, ensemble e progetto culturale da lui fondato insieme a Filippo Del Corno e Angelo Miotto.