Antonín Dvořák (1841-1904)
Quartetto per archi n. 12 in Fa maggiore op. 96 “Americano”
I. Allegro ma non troppo
II. Lento
III. Molto vivace
IV. Finale. Vivace ma non troppo
Giacomo Puccini (1858-1924)
Crisantemi, elegia per quartetto d’archi
Fatlinda Thaci, Ilze Abola violini
Giulia Panchieri viola
Maria Teresa Licci violoncello
Alla fine dell’Ottocento il quartetto d’archi, emblema della musica classica europea, inizia a “viaggiare”. Dvořák compone il Quartetto “Americano” nel 1893 a Spillville, nello Iowa, durante il soggiorno negli Stati Uniti; nell’agosto dello stesso anno è a Chicago, dove dirige proprie pagine orchestrali nella Giornata boema della grande Esposizione Colombiana. Musica, industria, architettura e nuovi mezzi di comunicazione si trovano così, quasi materialmente, nello stesso laboratorio della modernità. Pochi anni prima, nel 1890, Puccini aveva scritto Crisantemi come elegia per Amedeo di Savoia: musica composta rapidissimamente e destinata poi a lasciare tracce riconoscibili in Manon Lescaut. Dvořák porta il quartetto oltre l’Atlantico e lo confronta con un nuovo paesaggio sonoro; Puccini tratta il proprio pezzo quasi come un prototipo, capace di generare nuovo materiale.
Biglietteria
Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili (n. 100).