Immaginiamo la vita di Beethoven come una grande fiaba dove la sordità non è una sconfitta ma la prova suprema dell’eroe. Come il Soldatino di piombo, Ludwig resta saldo sulle sue posizioni nonostante la disabilità, affrontando il destino con una dignità che sfida la fragilità del corpo. In questo castello di silenzio, egli appare al mondo come la Bestia: un uomo burbero e isolato che nasconde nel cuore un tesoro di bellezza, rivelato solo a chi sa guardare oltre l’apparenza. È il Brutto anatroccolo dei salotti viennesi, deriso per la sua goffaggine, che nel finale dispiega ali di cigno trasformando il dolore in sinfonia. La sua lotta è quella di Pollicino contro l’Orco del destino: piccolo e vulnerabile, usa l’ingegno per non farsi schiacciare dal buio. Per proteggere il suo dono, si avvolge in un isolamento simile al mantello di Pelle d’asino, rinunciando alla conversazione usuale come La sirenetta rinunciò alla voce. Infine, come la sorella ne I Sette Corvi, compie un viaggio solitario e silenzioso ai confini del mondo per sciogliere l’incantesimo della sofferenza e donare all’umanità lavori di ineguagliabile bellezza. Preparatevi ad ascoltare con gli occhi e a guardare con il cuore: perché la storia di Beethoven ci insegna che, anche quando fuori tutto tace, dentro di noi può esplodere la musica più bella del mondo.
regia Alessio Boccuni
vocal coach Silvia Chiminelli
direttore Daniele Parziani
Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano

